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Dove ricaricare i veicoli elettrici

Finalmente definita la normativa per avviare la realizzazione dei punti di ricarica

14-01-2018 06:00

Dove ricaricare i veicoli elettrici

 

I problemi die veicoli solo-elettrici sono ormai noti. I costi elevati dei veicolo solo-elettrici possono però essere sostenibili e addirittura convenienti per una determinata fascia di clientela. L’autonomia limitata può non essere un problema se la percorrenza prevista prima della ricarica è nettamente inferiore all’autonomia dichiarata dal costruttore, applicando per cautela un coefficiente di sicurezza del 50%.  Persino trovare un posteggio aggiuntivo per il veicolo solo – elettrico può non essere un problema se si abita in una zona a bassa densità di veicoli parcheggiati.

Tuttavia se non è disponibile, con certezza, un punto di ricarica quando e dove necessario, nessuno acquisterà  mai un veicolo solo-elettrico. Questo comporta, in sostanza, che ogni spazio di sosta sia dotato di punto di ricarica. Ma chi avesse voluto realizzare delle “colonnine di ricarica” si scontrava con normative a volte conflittuali, e quindi aspettava. I vincoli burocratici rallentavano la realizzazione  dell’infrastruttura, che diventerà l’affare dei prossimi anni, per chi venderà l’energia elettrica.

Finalmente, è stato pubblicata a dicembre (GU Serie Generale n.290 del 13-12-2017)   il decreto 3 agosto 2017  che definisce quali documenti debbano essere presentati per realizzare una postazione di ricarica per veicoli elettrici.  Va ricordato che la propulsione solo-elettrica è meno inquinante di quella con motore endotermico solo a condizione che l’energia elettrica provenga da fonte rinnovabile al 100%.

Il percorso per organizzare la realizzazione della infrastruttura di ricarica in Italia è stato lungo e complesso.   Le direttive dell’Unione Europea a riguardo si sono moltiplicate negli anni, a esse si sono aggiunte ulteriori normative, secondo un percorso iniziato una decina di anni fa.

Nel «Pacchetto Clima ed Energia» (c.d. Strategia 20-20-20) del  Consiglio europeo del dicembre 2008, i  Paesi  firmatari si sono impegnati, entro il 2020, a ridurre i gas serra del 20% rispetto alla soglia del  2005, a ridurre i consumi finali di energia del 20%, e  ad  aumentare al 20% la quota europea di consumi da fonti rinnovabili.

La  decisione 406/2009/CE del 23 aprile 2009  (c.d.  Decisione Effort Sharing),  nel ripartire tra gli Stati membri lo sforzo di riduzione delle emissioni europee  dei  gas  serra  nei  settori  non coperti dal sistema di scambio di quote di  emissione  (EU  ETS),  in attuazione del Pacchetto clima ed energia, ha  attribuito  all'Italia l'impegno di ridurre entro il 2020 le  emissioni  di  gas  serra  nel  settore dei trasporti del 13% rispetto ai livelli del 2005.

Nella  direttiva 2009/28/CE del 23  aprile  2009  il Parlamento europeo e il Consiglio «sulla promozione  dell'uso  dell'energia  da fonti rinnovabili, recante modifica e  successiva  abrogazione  delle direttive  2001/77/CE  e  2003/30/CE»,  individuano   l'utilizzo  nei trasporti  di  energia  proveniente  da  fonti  rinnovabili  tra  gli strumenti più efficaci con cui la  Comunità  puo'  ridurre  la  sua dipendenza dalle importazioni di petrolio nel settore.

La direttiva 2009/33/CE del 23  aprile  2009  del  Parlamento  europeo e del Consiglio relativa alla promozione di veicoli puliti  e  a basso consumo energetico nel trasporto stradale,  mira a ridurre  le emissioni di gas a  effetto  serra  e  a  migliorare  la  qualita'  dell'aria,   in   particolare   nelle    citta',    imponendo    alle  amministrazioni aggiudicatrici, agli enti aggiudicatori  e  a  taluni  operatori di tener  conto  dell'impatto  energetico  dei  veicoli  al momento del loro acquisto.

Il regolamento (CE)  n.  443/2009  del  23  aprile  2009  del Parlamento europeo  e  del  Consiglio  che  definisce  i  livelli  di prestazione  in  materia  di  emissioni   delle   autovetture   nuove nell'ambito  dell'approccio  comunitario  integrato   finalizzato   a ridurre le  emissioni  di  CO2  dei  veicoli  leggeri,  fissando  tra l'altro, a partire dal 2020, un obiettivo di 95 g CO2/Km come livello medio di emissioni per il nuovo parco auto.

 La comunicazione della Commissione europea  COM  (2010)  2020  del 3 marzo 2010, «Europa 2020  -  Una  strategia  per  una  crescita  intelligente,   sostenibile   e   inclusiva»,    relativamente all'obiettivo di favorire la transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse  e  a  basse  emissioni  di  carbonio, individua tra le misure per la  modernizzazione  e  decarbonizzazione del settore dei trasporti anche la realizzazione  di  «infrastrutture  grid» di mobilita'  elettrica  e  la  promozione  di  veicoli  verdi, incentivando la ricerca,  definendo  standard  comuni  e  sviluppando l'infrastruttura necessaria.

La comunicazione della Commissione europea COM (2010) 186 del 28 aprile 2010 al Parlamento europeo,  al  Consiglio  e  al  Comitato economico e sociale europeo «Una  strategia  europea  per  i  veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico», tesa a  contribuire,  nel lungo termine, al processo di  «decarbonizzazione»  del  settore  dei trasporti e nella quale la  Commissione  propone,  tra  l'altro,  una serie di azioni specifiche per favorire lo sviluppo  della  mobilita' elettrica.

Il Libro bianco COM(2011)144 «Tabella  di  marcia  verso  uno spazio unico europeo dei trasporti - Per una politica  dei  trasporti competitiva e sostenibile» adottato dalla Commissione europea  il  28 marzo 2011, individua dieci obiettivi prioritari per superare  la  dipendenza dal petrolio nel settore trasporti e  conseguire  al  2050 una riduzione delle emissioni di gas serra nel settore trasporti  del 60% rispetto ai livelli del 1990,  e  a  tal  fine,  in  particolare, prevede di «conseguire nelle principali citta' sistemi  di  logistica  urbana a zero emissioni CO2 entro il 2030», impegna la Commissione ad elaborare una strategia sostenibile per i combustibili alternativi  e la relativa infrastruttura, prevede lo sviluppo e  la  diffusione  di eco-tecnologie e l'incentivazione dell'uso di mezzi «puliti».

 La comunicazione della Commissione  europea  COM  (2012)  636  dell'8 novembre 2012  dal  titolo  «Cars  2020:  piano  d'azione  per  un'industria automobilistica competitiva e  sostenibile  in  Europa»,  ha fatto proprie le principali  raccomandazioni  del  «gruppo  di  alto livello CARS 21» ed ha presentato un piano  d'azione  basato  su queste ultime.

Il decreto-legge 9 febbraio 2012 n. 5, convertito in legge  4  aprile 2012, n. 35,  recante  «disposizioni  urgenti  in  materia  di semplificazione e sviluppo»  e,  in  particolare,  l'art.  23,  comma 2-bis, che, al fine di semplificare e accelerare la realizzazione  di  reti infrastrutturali di ricarica dei veicoli alimentati  ad  energia elettrica, assoggetta la  realizzazione  di  dette  infrastrutture  a segnalazione certificata di inizio  attivita'  di  cui  all'art.  19, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Il decreto-legge  22  giugno  2012,  n.  83,  convertito  con  modificazioni nella legge 7 agosto  2012,  n.  134,  recante  «misure  urgenti per la crescita del Paese», che al Capo IV bis prevede misure  per favorire lo sviluppo della mobilita'  mediante  veicoli  a  basse  emissioni complessive, e in particolare  l'art.  17-septies  che,  al fine di garantire in tutto il  territorio  nazionale  livelli  minimi  uniformi di  accessibilita'  al  servizio  di  ricarica  dei  veicoli  alimentati  ad  energia  elettrica,  disciplina   la   procedura   di approvazione e i contenuti del Piano nazionale  infrastrutturale  per la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (di seguito PNire).

Ai sensi del citato art. 17-septies,  comma  4,  il PNire deve definire anche le linee guida per  garantire  lo  sviluppo  unitario del servizio di ricarica dei veicoli alimentati  ad  energia  elettrica nel territorio nazionale, sulla base di  criteri  oggettivi  che tengono conto dell'effettivo fabbisogno  presente  nelle  diverse realta' territoriali, valutato sulla  base  dei  concorrenti  profili  della congestione di traffico  veicolare  privato,  della  criticita'  dell'inquinamento atmosferico e dello sviluppo della rete  urbana  ed extraurbana e di quella autostradale.

La comunicazione della Commissione europea COM (2013) 17  del 24  gennaio  2013  su  una  strategia  europea  per  i   combustibili alternativi    esamina  le  principali  opzioni  disponibili   per sostituire  il  petrolio,  contribuendo  al  contempo  a  ridurre  le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti, e propone un elenco organico di misure indicando, in  particolare,  anche  l'elettricita' tra le principali opzioni  energetiche  in  materia  di  combustibili alternativi al petrolio.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  del  26  settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  280  del  2 dicembre 2014,  ha approvato il PNire.

La direttiva europea 2014/94/UE del Parlamento europeo e  del  Consiglio   del   22   ottobre   2014    sulla    realizzazione    di  un'infrastruttura per i combustibili alternativi,  e  in  particolare  l'art. 3, comma 1, che obbliga ciascuno Stato membro ad  adottare  un quadro  strategico  nazionale  per  lo  sviluppo  del   mercato   dei combustibili  alternativi  nel  settore  dei  trasporti,  e  per   la realizzazione delle relative infrastrutture.

Le conclusioni del Consiglio europeo  del  23  e  24  ottobre 2014,  di  approvazione  del  nuovo  pacchetto   clima-energia,   impegnano gli Stati membri a conseguire entro il 2030 un obiettivo di  riduzione delle emissioni di CO2 a livello Europeo del  40%  rispetto alle emissioni del 1990.

Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  del  18  aprile 2016 (Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 151 del 30 giugno 2016)  e' stato approvato l'aggiornamento del PNire.

La comunicazione della Commissione al Parlamento europeo,  al  Consiglio, al Comitato economico e  sociale  europeo  e  al  comitato  delle regioni del 20 luglio 2016 sulla  «strategia  europea  per  una  mobilita' a basse emissioni» ha individuato nell'ottimizzazione e nel miglioramento  dell'efficienza,  e  nel  maggiore  impiego  delle  energie alternative a basse emissioni nel settore dei  trasporti,  le principali  misure  per  conseguire  gli  obiettivi   comunitari   di  riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici al 2030 e al 2050.

Il decreto legislativo  n.  257  del  16  dicembre  2016,  di recepimento della direttiva 94/2014/UE, e in particolare l'art.  3  e l'allegato III, che individuano e approvano i  contenuti  del  Quadro strategico nazionale di cui il  PNIre  costituisce  una  sottosezione della sezione a) relativa  alla  fornitura  di  elettricita'  per  il trasporto.

L'art. 15, comma 4, del decreto legislativo n. 257 del  2016, al fine di semplificare e agevolare le  procedure  autorizzative  per la realizzazione di punti di ricarica, ha  inserito  all'art.  23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5,  convertito  dalla  legge  4  aprile 2012, n. 35, il comma 2-ter ai sensi del quale con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di  concerto  con  il Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare, sono  individuate  le  dichiarazioni,  attestazioni,   asseverazioni, nonche'  gli  elaborati  tecnici  da  presentare  a   corredo   della segnalazione certificata di inizio  attivita'  per  la  realizzazione delle predette infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.

Il  decreto individua le dichiarazioni, le attestazioni, le asseverazioni, e gli elaborati tecnici  da  presentare  a  corredo della  segnalazione  certificata   di   inizio   attivita'   per   la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.

Dove si intende per  «infrastruttura di ricarica per veicoli alimentati ad  energia elettrica»:  un'infrastruttura  elettrica,  incluso   il   punto   di ricarica, che per la sua realizzazione richiede una nuova connessione  alla rete di distribuzione elettrica o una modifica della connessione esistente

La realizzazione di punti di ricarica in immobili e aree private  anche aperte ad uso pubblico resta attivita' libera non  soggetta  ad autorizzazione ne' a segnalazione certificata di inizio di  attivita' se sono rispettati i seguenti requisiti e condizioni:

    a) il punto di ricarica non richiede una nuova  connessione  alla rete di distribuzione elettrica ne' una  modifica  della  connessione esistente;

    b) il punto di ricarica e' conforme ai vigenti standard tecnici e di sicurezza;

    c) l'installazione del punto di  ricarica  e'  effettuata  da  un  soggetto  abilitato  e  nel  rispetto  delle   norme   di   sicurezza elettriche;

    d) l'installatore deve rilasciare un certificato  di  conformita' dell'impianto  e  del  suo  funzionamento  alle  norme  di  sicurezza  elettrica.

I documenti e gli allegati tecnici  da  presentare  a   corredo   della segnalazione certificata di inizio attività sono numerosi, ma finalmente viene chiarito che non possono esserne richiesti altri. Sarà sufficiente rivolgersi a un professionista che si atterrà a quanto previsto nel testo del Decreto.

     

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