Notiziario CCISS del giorno 20/08/2018 17:30

Ascolta la diretta

Contatta Isoradio
via sms 348 / 103.10.10
I vostri messaggi
VISUALIZZA GLI ALTRI SMS

Meteo Mobilità


Isoradio riceve e distribuisce le previsioni sull'andamento meteorologico per le esigenze di chi si sta muovendo e può solo ascoltare. Vai alla pagina delle previsioni

INFOTRAFFICO

Collaborazioni CCISS Aiscat Polizia di Stato Autostrade Arma dei Carabinieri ANASACI

Traffic Message Channel


Il Traffic Message Channel (TMC) è un servizio dati che viene trasmesso "paralellamente" all'audio, sfruttando il canale Radio Data System (RDS). Infatti l'RDS offre moltissime altre funzioni, oltre quella banale di far leggere il nome dell'emittente sul display della radio. Il TMC contiene tutte le notizie sul traffico rese disponibili dal CCISS (Centro Coordinamento Informazioni Sicurezza Stradale) e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi dispone di un autonavigatore che fornisce le informazioni in tempo reale sfrutta appieno il servizio RDS-TMC poiché l'autonavigatore usa una piccola radio FM per riceverle. La distribuzione del servizio RDS-TMC della RAI è totalmente gratuita essendo la RAI il Broadcaster Pubblico.
Leggi tutto
Scarica l'Applicazione Radio Rai

In Primo Piano

Connettersi fuori casa

Attenzione alla sicurezza informatica

23-07-2018 17:32

Connettersi fuori casa

 

Premesso che chi guida deve SOLO guidare, e nient’altro, chi usa pc e smartfoni aziendali mentre è in giro per il mondo (ma anche in casa e sottocasa) deve fare attenzione ai possibili rischi informatici.

Quest’estate molti italiani si porteranno il computer anche in viaggio. Per alcuni si tratta dell’obbligo lavorativo (tutto ancora da approfondire a livello contrattuale, poiché sempre tempo di lavoro è)  che li vuole sempre reperibili, altri ancora semplicemente sono coartati psicologicamente a  dare un’occhiata ogni tanto alla mail di lavoro, anche se (in teoria)  in vacanza. Ma con le nuova possibilità di essere connessi fuori dall’ufficio, sono arrivati anche nuovi rischi legati ai crimini informatici.

Leggerezze nell’uso di  dispositivi aziendali quando si è  in giro possono spalancare le porte ad attacchi e furti di dati. Se a seguito di un uso negligente o scorretto dei dispositivi  aziendali (sempre più complicati da gestire)  si verifica un furto di dati appartenenti a soggetti terzi, l’azienda può incorrere in sanzioni anche pesanti.

Ecco quindi indica cinque buone pratiche da seguire  per essere al riparo (se si riesce a seguirle) dai pericoli più frequenti quando si lavora in mobilità. Peccato che la complessità d’uso informatica sia ormai talmente alta da diventare un lavoro a sé; e poiché ben pochi hanno tempo da dedicare a quello che a tutti gli effetti è un lavoro aggiuntivo, la sicurezza informatica non può che crollare.

 

1.            Accertarsi che gli smartphone e i pc aziendali siano configurati correttamente. È l’operazione preliminare da fare in ogni caso per tutti i dispositivi mobili, a maggior ragione in vacanza quando i rischi di smarrimento o furto dei device aumentano.  Protezione con password deve essere scontata. Cifratura del disco rigido per proteggere i dati anche in caso di furto del computer e rimozione dell’hard disk. Peccato che password troppo complicate debbano, da qualche parte, essere scritte e conservate (e chi se le ricorda altrimenti?).

2.            Evitare che browser e app memorizzino i dati di accesso a webmail di lavoro, social network aziendali e altri servizi. Il problema è che gran parte dei dipendenti non sa come farlo, e  dover inserire ogni volta le credenziali è una seccatura.

3.            Non lasciare in vista password e codici. E’ banale, ma quando si va in giro si è costretti  a portarsi dietro dei “promemoria” con le credenziali di accesso ai dispositivi o alla mail aziendale. È un bisogno che può vanificare tutte le altre misure di sicurezza, che comporta   appunti segnati sulle agende, conservati nei portafogli o registrati su app in chiaro come “Note” e simili. Ma nessuno ha ancora trovato una via alternativa per conservare le password.  A meno di non legarsele al collo in un sacchetto (impermeabile).

4.            Attivare l’autenticazione a due fattori per i propri account. Quando si usano webmail o altri servizi tramite dispositivi diversi da quelli abituali, ci si può proteggere con questo sistema che introduce un secondo passaggio di sicurezza: un codice istantaneo viene inviato via sms, mail, chiamata vocale o altri dispositivi per verificare che siamo proprio noi ad aver richiesto l’accesso. È bene prendere questa precauzione prima di partire se prevediamo di lavorare, per esempio, con un pc messo a disposizione da hotel, biblioteche, internet point, o semplicemente prestatoci da qualcuno in caso di urgenza. Il problema è che la procedura è ancora più complicata e, in caso di problemi ad esempio al telefono, si resta bloccati. Generalmente nel momento di massimo bisogno. E quindi la si evita.

5.            Attenzione alle reti wi-fi. Molti attacchi arrivano attraverso le connessioni offerte da hotel, bar, aeroporti, stabilimenti balneari e simili, che potrebbero non essere sufficientemente protette: meglio diffidare dei wi-fi aperti, soprattutto se si devono maneggiare dati per lavoro. Per questo è preferibile disattivare la funzione con cui lo smartphone si connette automaticamente alle reti aperte. D’altra parte, come si fa a sapere se una connessione è sicura?  Verificare sempre, quindi, con i responsabili di hotel e locali qual è la rete corretta. E se continuano a esserci dubbi sulla sicurezza? Allora si può usare la connessione tethering del proprio smartphone, cioè usarlo come un  router wi-fi: si  paga  il traffico dati, ma ci sono meno rischi.

A questi  consigli si aggiungono alle classiche norme di buon senso nell’uso delle tecnologie digitali quando si è in vacanza (e non), tutte difficili da rispettare: occhio alle email contenenti link che portano a strane e mirabolanti offerte, non scaricare software e app di provenienza incerta  (ma come si fa a sapere se è certa?), fare attenzione che le apparecchiature per i prelievi bancomat non siano manomesse. E così via. Tutti consigli che presuppongono un utente informatissimo e sempre attento, il che non può essere.

La soluzione? Ricordare che la vacanza è non-lavoro, e quindi si lascia il lavoro in ufficio. Perché se avete qualcosa di così urgente da farlo in vacanza, allora non siete in vacanza ma state lavorando fuori sede. E per di più in modo informaticamente insicuro. Salvo che non rispettiate TUTTE le cautele, il che è un lavoro a parte.

Rai.it

Siti Rai online: 847