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Ossidi di azoto killer

A Milano aria fuorilegge in una scuola su due e anche Roma soffre per il biossido d’azoto

23-05-2018 10:46

Ossidi di azoto killer

 

L’inquinamento chimico da trasporti è un fatto storico, con l’aumentare progressivo del traffico privato ormai si è raggiunto uno stato di emergenza. L’aria di Roma è “fuorilegge e nociva” e la responsabilità è da attribuirsi all’NO2, il biossido di azoto, le cui concentrazioni annuali sono fuori limite nel 60% dei rilievi effettuati. Questi dati  emergono dalla prima mappatura realizzata da Salvaciclisti Roma e Cittadini per l’Aria, che restituisce un quadro della situazione. Il superamento della media di 40 microgrammi per metro cubo, infatti, avviene in tre casi su cinque.

Nel centro di Roma e in prossimità delle arterie stradali i livelli più elevati. Il record è a  viale Etiopia – piazza Adis Abeba con 95,4 mg/mc, via Casilina - Tor Pignattara con 91 mg/mc e in terza posizione via Trasone, quartiere Trieste - Salario, con 88,4 mg/mc. La campagna di osservazione, i cui risultati sono stati presentati dal sindaco Virginia Raggi ieri ai Musei Capitolini, è stata realizzata da 150 volontari. I valori del biossido d’azoto sono stati rilevati per un mese, dal 2 febbraio al 2 marzo 2018, con l’aiuto di un kit di misurazione dotato di un piccolo campionatore passivo, collocato a un’altezza di 2,5 e 3 metri. La mappatura ha coinvolto in prima persona lo stesso sindaco Raggi, che ha partecipato alla ricerca.

“I risultati su che cosa respiriamo a Roma non sono buoni, ce lo aspettavamo, e sulla qualità dell’aria ci stiamo già impegnando con grande determinazione” ha commentato Raggi sottolineando come, nel 2050, il 70% delle persone vivrà nelle metropoli e consumerà la maggior parte delle risorse provocando fino all’80% dell’inquinamento globale. Di qui la necessità di interventi immediati, per “cambiare e prevenire i costi sociali delle malattie connesse all’inquinamento”. banco degli imputati salgono, ine-

A Roma si ipotizza una“road map” entro il 2024 per dare progressivamente lo stop ai modelli di auto più inquinanti e  incentivare la mobilità meno inquinante. L’assessore Pinuccia Montanari oggi sarà nella sede Anci di Torino per chiedere che il problema inquinamento venga affrontato  a livello nazionale.

Roma esce male in fatto di mobilità meno inquinante e sicurezza stradale, in una ricerca che coinvolge 13 città europee. Dal report 2016 “Living. Moving. Breathing. Ranking of European Cities in Sustainable Transport”, realizzato dall’istuto Wuppertal per conto di Greenpeace,risulta che  Copenaghen è la prima, con un punteggio di 57 su 100, seguita da Amsterdam (55) e Oslo (50). Ultima è Roma (27), preceduta da Mosca (30,75), Londra e Berlino (entrambe a quota 34,50).

A Milano si imputa un morto ogni 15 ore per il biossido di azoto (NO2). Commenta il Codacons:” Nella Cronaca di Milano, dati drammatici arrivano dalle ultime rilevazioni compiute, in una scuola/asilo su due i dati dimostrano una concentrazione di NO2 superiore ai limiti di legge. Tali dati, soprattutto in considerazione del fatto che sono stati rilevati nelle vicinanze di edifici sensibili, con bambini e ragazzi di piccola età, sono drammatici. Le persone continuano a morire e ammalarsi, senza che il Comune ponga in essere una politica anti-inquinamento vera e propria. I dati continuano ad essere allarmanti - afferma il Codacons - e la situazione negli ultimi anni non è cambiata, tanto che anche l'Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese. Chiediamo il commissariamento del Comune di Milano, servono misure urgenti.!”

In realtà alle emissioni dei trasporti si aggiungono quelle da riscaldamento e industriali, ma solo le prime sono in gran parte dovute al “lusso” della mobilità privata. Usare infatti il proprio mezzo privato quando si potrebbe usare un mezzo pubblico incrementa massicciamente inquinamento e congestione, che a sua volta rallenta i mezzi pubblici su strada. Oltre a impedire il transito nelle aree urbane ai veicoli più inquinanti, altra strada è rendere difficoltoso e costoso l’accesso  fino a ridurre a sufficienza l’uso dei veicoli privati; ma questa in Italia è una misura impopolare, come del resto quasi tutte quelle che riguardano la mobilità e la sicurezza stradale. Anche l’uso della propulsione elettrica, a zero emissioni in loco, si traduce in una riduzione complessiva delle emissioni di diossido di carbonio esclusivamente a condizione che la percorrenza dei veicoli, prima della sostituzione, sia un multiplo di quella attuale. Il che significa che le vetture solo-elettriche dovranno avere una vita “media” di decenni e decenni.

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