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Si deve parcheggiare sempre lasciando lo spazio per scendere dal lato autista

Altrimenti si compie il reato di “violenza privata”

07-12-2017 06:00

Si deve parcheggiare sempre lasciando lo spazio per scendere dal lato autista

 

E’ stato condannato un conducente per "uso improprio della propria autovettura che parcheggiava nei pressi dell'auto su cui sedeva la persona offesa a distanza tale (pochi centimetri) da non consentire al conducente di scendere dal suo lato”.

Parcheggiare così vicino a un'altra auto da impedire l'apertura dello sportello lato guida implica il commettere il reato di violenza privata: con sentenza n. 53978/2017 i giudici della Cassazione hanno condannato un automobilista per violenza privata nei confronti di un altro conducente.

La motivazione: "uso improprio della propria autovettura che parcheggiava nei pressi dell'auto su cui sedeva la persona offesa a distanza tale (pochi centimetri) da non consentire al conducente di scendere dal suo lato".

Nella fattispecie si è trattato della conseguenza di un litigio stradale perché il "parcheggio" accanto alla porta è avvenuto con l'altro automobilista a bordo, durante uno “scambio di idee”  per motivi di traffico. Anche se gli avvocati dell'accusato hanno dimostrato che l'offeso era riuscito comunque ad uscire dalla porta lato guida per discutere con l'altro automobilista, la vicinanza del "parcheggio" è stata considerata a tutti gli effetti "violenza privata".

La sentenza della Cassazione crea un precedente “letale”,  perché  è prassi sempre più comune (causa carenza di posti) parcheggiare in modo tale da rendere impossibile spesso uscire dalla porta lato guida. I giudici sono poi anche entrati nel merito, spiegando che "la violenza privata si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l'offeso della libertà di determinazione e azione. L'accusato posizionandosi con la propria vettura a pochi centimetri dello sportello lato autista dell'autovettura della persona offesa, la quale, per la presenza di autovetture parcheggiate avanti e dietro, non poteva in alcun modo spostarsi, ha costretto la stessa parte offesa a scendere dal proprio mezzo per affrontarlo in una discussione".

Questa sentenza rischia di avere conseguenze pesanti anche per i Comuni e i gestori dei parcheggi. E’ ormai evidente che la “storica” larghezza dei posti auto disegnati in terra è insufficiente per la dimensione media delle vetture di oggi, cresciute anche per accrescere la sicurezza dei passeggeri. Quindi rispettando la suddivisione indicata dalle strisce le vetture sono troppo vicine (ammesso che non tracimino nei posti confinanti) per consentire di uscire dagli sportelli. E’ ormai evidente che sempre più spesso o non si rispetta la suddivisione disegnata al suolo, o si debbono lasciare “mezzi posteggi” vuoti. I Comuni, e i gestori di posteggi (come ad esempio i Centri Commerciali) dovranno quindi o “allargare” i posteggi, o dividerli in due categorie: “ristretti” e normali. E’ altamente probabile che, prima o poi, qualche conducente con un contenzioso per questa ragione, accamperà come giustificazione l’aver disposto la vettura come indicato dalle strisce orizzontali.

Le vetture parcheggiate  “troppo vicine” sono ormai un problema anche per utenti “fragili”: anziani, carrozzine per bambini, carrozzine per paraplegici, necessitano di spazio per passare tra le vetture, e sempre più spesso questo spazio non c’è. Occorre quindi predisporre anche “passaggi con protezione passiva” dove le vetture non possano accedere.

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