Notiziario CCISS del giorno 17/10/2018 ore 17:24

Ascolta la diretta

Contatta Isoradio
via sms 348 / 103.10.10
I vostri messaggi
VISUALIZZA GLI ALTRI SMS

Meteo Mobilità


Isoradio riceve e distribuisce le previsioni sull'andamento meteorologico per le esigenze di chi si sta muovendo e può solo ascoltare. Vai alla pagina delle previsioni
Collaborazioni CCISS Aiscat Polizia di Stato Autostrade Arma dei Carabinieri ANASACI

Traffic Message Channel


Il Traffic Message Channel (TMC) è un servizio dati che viene trasmesso "paralellamente" all'audio, sfruttando il canale Radio Data System (RDS). Infatti l'RDS offre moltissime altre funzioni, oltre quella banale di far leggere il nome dell'emittente sul display della radio. Il TMC contiene tutte le notizie sul traffico rese disponibili dal CCISS (Centro Coordinamento Informazioni Sicurezza Stradale) e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi dispone di un autonavigatore che fornisce le informazioni in tempo reale sfrutta appieno il servizio RDS-TMC poiché l'autonavigatore usa una piccola radio FM per riceverle. La distribuzione del servizio RDS-TMC della RAI è totalmente gratuita essendo la RAI il Broadcaster Pubblico.
Leggi tutto
Scarica l'Applicazione Radio Rai

In Primo Piano

Nel futuro l’automobile sarà diversa da oggi

Secondo gli studenti d’ingegneria

27-07-2018 11:51

Nel futuro l’automobile sarà diversa da oggi

 

Nissan ha chiesto a 300 studenti del Politecnico di Milano di analizzare il futuro dell’auto e della mobilità. Le risposte, al termine di una lezione sulla Nissan Intelligent Mobility, vedono preferire l’auto elettrica, con guida autonoma e iper connessa, anche in grado di scambiare energia in modo bidirezionale con la rete o la casa. Risultati che vanno presi come una “manifestazione d’entusiasmo”  da parte di giovani amanti della tecnologia, e non come una valutazione ponderata sulle offerte attuali dei fabbricanti.

E infatti, come vedono l’auto del  futuro  gli ingegneri di domani?  Elettrica, a guida autonoma e connessa, ma ovviamente il domani non si sa “quando” sarà, anche perché la stessa definizione di guida autonoma (fuori dall’ambito strettamente tecnico) è confusa; anche perché  gli accumulatori continuano migliorare, ma non si sa “quando” saranno disponibili quelli con caratteristiche adeguate.

Il  sondaggio ha coinvolto 300 studenti dei Corsi di Studio di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale del Politecnico di Milano,’università che il QS (World University Rankings by Subject) pone al primo posto tra gli atenei italiani e nella top 20 a livello mondiale. Una posizione che deriva dal confronto tra 1.130 università di 150 Paesi, classificate per capacità di ricerca, reputazione dei docenti e valutazione dei laureati.

Il campione era diviso tra utilizzatori di auto di proprietà (o con contratto di noleggio a lungo termine) e chi per muoversi utilizza il trasporto pubblico. Con il rimanente 9 per cento ripartito tra fruitori di due ruote, car sharing e taxi.

Tra i tanti particolari che caratterizzano lo studio, uno tra i più significativi si trova nel tempo di utilizzo dell’auto,  che conferma trattarsi di studenti: il 94 per cento degli guida un veicolo a quattro ruote soltanto nel weekend, e solo il 2 per cento fino a due ore al giorno.  Optano per gasolio e benzina  al 9 e all’11 per cento, per  l’alimentazione elettrica con il 36 per cento, seguita da ibrido, idrogeno e gas, rispettivamente con 29, 10 e 5 per cento.

Ovviamente gli studenti sono attenti alle esigenze di sviluppo: la riduzione dell’inquinamento è in testa alle motivazioni di questa scelta, come conferma il 52 per cento dei futuri ingegneri che dichiara di essere attratto dal tema della sostenibilità ambientale (che a rigore significherebbe uso zero di risorse non rinnovabili) e della qualità dell’aria. Tuttavia sia pone attenzione anche alla realtà, con il 61 per cento che pone al vertice tra le motivazioni di acquisto di un veicolo economicità, costi di gestione e consumi.  Due esigenze che evidentemente i loro genitori non riescono a conciliare, visto come si evolvono oggi gli acquisti “effettivi”.   L’aspetto razionale del futuro ingegnere emerge nel fatto che  la velocità e la sportività pesano solo il   12 per cento.

Più di sei studenti su dieci prevedono nei prossimi 5 anni di utilizzare un’auto di proprietà. Sempre con la consapevolezza che restano da risolvere gli ostacoli tipici di un’auto elettrica, ma con il prezzo che non è più considerato un limite, visto che solo il 20 per cento lo indica come vincolante. Restano invece da risolvere i problemi causati dalla carenza di infrastrutture (48 per cento) e autonomia (con il 24); il rimanente 8 per cento indica invece i tempi di ricarica.

 Il tipo di carburante è però solo uno degli aspetti presi in considerazione dallo studio di Nissan, che analizza l’impatto delle tecnologie elettroniche, anche quelle ancora ben lontane dalla piena realizzabilità,  come guida autonoma e connettività dell’auto.

L’auto che si guida  da sola (sempre e in ogni condizione) ha un grande fascino su chi studia ingegneria per la possibilità di  questa tecnologia, quando e se sarà disponibile, di evitare  lo stress della guida (come fa il trasporto pubblico) conservando la comodità e flessibilità (a costi molto più alti) del mezzo privato.  È il 63 per cento del campione a considerarla una priorità, contro il 25 per cento che non si scosta più di tanto visto che indica come positiva l’opportunità di dedicare più tempo al relax, dedicandosi alla lettura, navigare in rete o guardare un film. E’ evidente l’orientamento “tecnico” degli intervistati, perché  servono protocolli di integrazione e infrastrutture secondo il 76 per cento del campione, ma solo il 20 per cento si pone il problema della mancanza di regolamentazioni e normative.  Va sempre tenuto presente che l’intervista è effettuata da un costruttore di auto, che ovviamente non affronta il problema del trasporto nella sua globalità.

L’ultimo elemento analizzato è quello legato alla  connessione e a questo proposito le idee degli studenti scontano l’effetto “fantascienza” di una tecnologia estremamente complessa con molte possibilità quasi tutte ancora da realizzare.  Il 57 per cento vede in questa tecnologia avvincente la risposta alle difficoltà di gestione dei parcheggi e alla scelta di percorsi su misura in funzione del traffico dimenticando che, senza le informazioni corrette e una corretta gestione dei parcheggi,  nessuna tecnologia può aiutare.

Un  43 per cento è diviso tra l’interesse di poter scambiare l’energia in modo bidirezionale con la rete, oppure con la propria abitazione, soluzioni che sono già rese disponibili ad esempio da Nissan attraverso la gamma di veicoli elettrici con le tecnologie Vehicle-to-Grid o Vehicle-to-Home, ma che ovviamente pochissimi usano, perché mancano le infrastrutture e la rete elettrica non si è ancora adeguata, e ci vorranno decenni prima che avvenga in percentuale significativa.

I risultati della ricerca sui futuri ingegneri ribadiscono che l’apprezzamento delle nuove tecnologie è molto “teorico” e nelle scelte reali si guarda al concreto. Infatti  Nissan ha venduto solo 320.000 LEAF 100% elettriche dal 2010, circa  40.000  l’anno, a riprova del fatto che il solo elettrico convince solo una categoria di acquirenti per cui scarsa autonomia, necessità di ricarica e prezzo elevato non sono un vincolo.

Rai.it

Siti Rai online: 847