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Guida autonoma, finora 50 miliardi di investimenti

E continueranno a crescere

06-07-2018 06:00

Guida autonoma, finora  50 miliardi di investimenti

 

 

Pe “guida autonoma” si intende quella assolutamente senza conducente, quando l’automobile più muoversi da sola “in ogni condizione”. Sicuramente uno dei primi “eventi”, quando sarà disponibile, sarà quello del bambino che dà ordini alla vettura e si fa portare dove vuole.

In tutti gli altri casi si parla di “guida assistita” con il conducente che DEVE essere sempre pronto a intervenire, e che NON DEVE fare altro né distrarsi.

La diffusione sarà sicuramente più lenta di quanto potrebbe dedursi dai comunicati pubblicitarii, per tre ragioni: la tecnologia che è molto complessa e costosa, il quadro normativo assente, e l’interesse degli automobilisti.

Cominciando dalla tecnologia, gli investimenti in tre anni ammontano a circa 50 miliardi, tra costruttori di automobili e aziende informatiche. Poiché sembra che nessuno voglia perdere questa gara,  e la tecnologia necessaria si sta rivelando ben più complessa del previsto,  gli investimenti continueranno, anzi si rischia che molti smettano di investire rendendosi conto che una guida “veramente” autonoma e sicura al 100% (zero incidenti) non è per i prossimi anni.  Da un lato solo i costruttori di auto hanno le conoscenze per una produzione di massa, dall’altro i colossi informatici non hanno ancora capito che un veicolo può uccidere, e quindi si prospetta una rivoluzione in entrambi i settori, anche perché più si sperimenta più si scopre che l’affidabilità umana, quando il conducente è equilibrato, esperto e non rischia, è assai difficile da raggiungere; alcuni ipotizzano verso il 2050.

Occorre poi essere chiarissimi su cosa si intenda per guida assistita, guida connessa, guida automatizzata e guida autonoma. Sono già morte delle persone, che credevano che il sistema di guida fosse “veramente” autonomo quando non lo era affatto. Altre sono morte per scelte dei programmatori che ricalcavano le incaute scelte di conducenti poco prudenti. I livelli SAE in discussione, perché di guida molto assistita, sono il SAE 3 e il SAE4. Il SAE 5, cioè la guida “veramente” senza conducente, è ben lontano.

Anche i  livelli SAE3 e SAE4 esigono una normativa molto dettagliata, e poiché si vogliono “zero” incidenti si scoprirà che molti comportamenti di guida, usati dagli umani che possono finire in cella, semplicemente non sono autorizzabili su sistemi informatici. Decidere cosa possa o non possa fare un software che può uccidere, anche se è stato rivestito di nomi roboanti come “intelligenza artificiale”, è una questione di una difficoltà non immaginabile dai più.

Il punto dolente è l’interesse “effettivo” degli automobilisti, che vanno distinti in automobilisti-imprese e automobilisti-privati. Uno studio di Alix Partner indica in circa 2.000 euro la somma che gli automobilisti privati spenderebbero per una auto SAE4, ma è evidente che una impresa profit fa invece un calcolo di ritorno dell’investimento in  minori costi. Inoltre, secondo la stessa indagine, metà degli intervistati rifiuta anche solo l’idea di “non” guidare, e solo il 20% è interessato ad acquistarla. L’ipotesi che l’accettazione  aumenterà  man mano che arriveranno i giovani non è molto affidabile visto ciò che sta succedendo con l’informatica: anche persone super-qualificate, diventando anziane, cominciano a criticare l’informatica domestica, la sua macchinosità, inaffidabilità e complessità, oltre che gli enormi  costi di tempo e denaro, esattamente come i loro genitori.

Infine c’è il vincolo degli incidenti. Mentre che un umano causi un incidente oggi si attribuisce alla fatalità, ed è errato perché condotte di guida prudenti possono azzerare gli incidenti,  nessuno giustificherà mai che una vettura a guida senza conducente possa subire o causare un incidente, per quanto lieve. Se ciò dovesse avvenire la responsabilità è sempre di chi ha mal progettato o realizzato la parte informatica, quindi le vetture a guida autonoma “non debbono” avere incidenti, e quindi gli automobilisti dovranno scordarsi prestazioni rischiose oggi appalto esclusivo degli esseri umani.

Ad esempio, quando ogni vettura autonoma dovrà rispettare adeguate distanze di sicurezza, l’automobilista medio percepirà di colpo un “diradamento” dei veicoli. Una vettura che corre a 130 km/h deve stare almeno a 170 metri da quella che la precede; già solo questo vincolo rende impossibili certe situazioni di guida. Non saranno mai possibili sorpassi azzardati, il che significa lunghe code in attesa che il sorpasso diventi a rischio zero. E così via.

 

 

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