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Eliminando i motori diesel si emetterebbe più diossido di carbonio

Se non si riducono ingombri delle vetture e potenze dei motori

16-04-2018 16:21

Eliminando i motori diesel si emetterebbe più diossido di carbonio

 

Ogni tecnologia ha i suoi limiti: se si vogliono vetture grandi, motori potenti, poca CO2 e zero polveri sottili, alla fine qualche limite si trova. 

Troppo occupati a combattere i motori diesel perché emettono polveri sottili, ci si è dimenticati delle emissioni si CO2. I motori a ciclo diesel hanno un rendimento energetico migliore di quelli a benzina, con una riduzione quindi delle emissioni di CO2 del  20-30%.

I limiti imposti dalla UE sono ferrei, e pesanti le sanzioni.   Così è stato  Dieter Zetsche, a capo  del Gruppo Daimler,  a spiegare che gli obiettivi UE sarebbero raggiungibili solo se i diesel di ultima generazione continueranno a essere autorizzati  come un'opzione praticabile: "L'ultima generazione di veicoli a gasolio - ha spiegato Zetsche - è una leva molto efficace per raggiungere gli obiettivi climatici nel prossimo futuro, perché emettono 15-20% in meno di CO2 rispetto ai veicoli a benzina equivalenti".

E’ anche per questo che le case automobilistiche stiano sviluppando  diesel sempre più puliti per mantenere bassi i loro valori medi di CO2. La Mercedes  ha  fatto enormi  investimenti sull'elettrico (sono i primi in Europa ad avere una marca, la Smart, solo a batteria) ma per il breve periodo e per una certa tipologia di auto hanno sviluppato molto anche il diesel del futuro.

L’obiettivo è combinare diesel ed elettrico in un ibrido che sarà montato sulle Mercedes-Benz, ma occorre che gli acquirenti acquistino questo tipo di macchine ibride.

Superare i limiti di Co2 è molto costoso, in termini di sanzioni:   per ogni auto venduta parliamo di 5 euro per il primo g/km oltre il limite,15 per il secondo,25 per il terzo e €95 per ogni successivo g/km. Poche aziende  potrebbero sopravvivere a sanzioni così dure.

Tuttavia questo vale “ad auto invariate”. Se le vetture diventassero più piccole e leggere, e meno prestanti con motori aventi potenza di picco molto minore, ci saranno ulteriori spazi di riduzione delle emissioni. Non esiste alcuna ragione, salvo mezzi di polizia e di soccorso, perché le vetture possano superare il limite di velocità imposto dal Codice della Strada, che è di 130 km/h. 

Così come non esiste alcuna ragione perché debbano poterlo raggiungere, tranne la passione di molti automobilisti per l’andare molto, forse troppo, veloci.  E anche la dimensione ha il suo costo in termini di consumi: chiunque oggi vada in un parcheggio con gli spazi disegnati scopre che sono ormai pochissime le vetture che possono stare dentro i limiti, consentendo anche a quelle vicine di restarci.

L’illusione di poter ridurre l’inquinamento senza dover rinunciare allo spreco di energia che caratterizza molte vetture si sta rivelando per quel che era: una illusione. Abbassare la velocità massima delle vetture ha effetti imponenti sulla sicurezza stradale, ed effetti assolutamente trascurabili  sui tempi di viaggio e sulla comodità. 

Anche la guida autonoma ne trarrebbe un enorme beneficio: più lentamente procede la vettura e più tempo hanno a disposizione i computer per reagire, abbassando drasticamente i costi, e azzerando (se si va piano abbastanza) gli incidenti. I tre morti (finora) su vetture a guida autonomi  forse si sarebbero salvati, se le vetture fossero andate molto più piano.

Stranamente, in tutte le sperimentazioni, sono pochissime quelle fatte per ridurre i consumi agendo anche sulla velocità massima e la potenza di picco dei motori.

La diesel  Citroën C4 Cactus,  ha una potenza di ben  75 cavalli,  con 230 Nm di momento,  assistita dallo start&stop. Bastano 3 litri/100 km secondo il costruttore.  Le prestazioni  sono di  171 km/h e 13″3 in accelerazione da 0 a 100 km/h.

Seat Mii, Volkswagen up! e Skoda Citigo sono le auto che consumano meno tra quelle a listino nel 2018. Ci riescono proponendo un corpo vettura micro (siamo a 3 metri e 56 di lunghezza), un peso piuma e un motore bifuel a metano aspirato. Si accontentano di 2.9 litri/100 km nel ciclo misto. Il motore è un mille da 68 cavalli, con 90 Nm di momento,  160 km/h di velocità massima e 14″4 in accelerazione.  Anche qui la velocità massima è  superiore di 30 km/h al limite di legge!

La Toyota Prius Plugin Hybrid 1.8 HSD E-CVT è a  tecnologia ibrida. Il motore infatti è sia elettrico sia a benzina e promette un consumo di soli 2,1 litri per 100 Km, oltre 47 Km al litro.

Ottimizzare non significa  solo “ridurre”, come crede chi non fa altro che leggere di “ottimizzazioni” del personale. Ottimizzare significa modificare dei parametri per raggiungere un obiettivo, e se l’obiettivo è la riduzione dell’inquinamento velocità massima e potenza di picco sono certamente parametri che si possono ridurre ancora molto nelle vetture private. L’altra strategia è ridurre, il più possibile, l’uso del mezzo di trasporto privato.

Salvo future scoperte tecnologiche rivoluzionarie, al momento non sembrano possibili altre strade.  SI dimentica che la velocità media a Roma è scesa, nelle ore di punta e al centro, da 11 a 9 km/h.  Far muovere lì in mezzo veicoli che possono superare i 20-30 km/h non  genera alcun vantaggio consistente, ma solo un consistente inquinamento.

C’è ancora di meglio: la Volkswagen XL1,  con un consumo di 0,9 l/100 km è la vettura di serie più parca nei consumi al mondo. Questa auto  ha due soli posti,   peso ridotto (795 kg), aerodinamica perfetta (Cx 0,189) e baricentro basso, in quanto l'altezza dell'auto è di soli 1.153 mm. Alla XL1 bastano 8,4 CV di potenza per viaggiare con il motore endotermico  a una velocità costante di 100 km/h, mentre utilizzando la sola alimentazione elettrica, la Volkswagen si accontenta di meno di 0,1 kWh per percorrere più di un chilometro. Il sistema ibrido plug-in comprende il motore TDI a due cilindri da 48 cv, l'unità elettrica da 27 cv, il cambio a doppia frizione a 7 rapporti (DSG) e la batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh. L'insieme permette alla XL1 di contenere le emissioni di CO2 in appena 21 g/km.  Eppure la su strada la XL1 può ancora raggiungere una velocità massima di 160 km/h limitata elettronicamente (e potrebbe essere limitata ulteriormente) e passa da 0 a 100 km/h in soli 12,7 secondi, segno che la potenza di picco potrebbe essere ancora ridotta.



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