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Russia, adesso l’auto solo-elettrica

Non è ancora noto se e quando verrà prodotta

03-09-2018 10:23

Russia, adesso l’auto solo-elettrica

 

L’azienda russa Kalashnikov  affronta  una delle nuove linee di prodotto per un mondo a zero emissioni di CO2 (quando l’energia sarà fornita solo da fonti rinnovabili, altrimenti la vettura solo-elettrica inquina come le altre, anche se non localmente), le vetture solo-elettriche.

Data la nota affidabilità dell’arma, evidentemente l’azienda spera di trasferire le sue competenze  in questo ambito a livello globale e diventare un punto di riferimento per le vendite nell’Europa Orientale. La Federazione Russa, anche se oggi troppo spesso si scrive “Europa” per intendere la Commissione Europea, è pur sempre parte di un continente, l’Europa, dove la vendita di vetture solo-elettriche si prevede in crescita, la Russia  però  ha politiche di gestione economica diverse da quella, apertissime e secondo alcune opinioni anche troppo, dell’Europa Occidentale (area UE).

Il settore  dei veicoli solo- elettrici non è certo facile, al momento. Il  veicolo solo-elettrico non decolla sia per l’altro costo e peso della batteria, sia per la scarsa autonomia, sia per i tempi di ricarica molto lunghi rispetto ai combustibili liquidi.

Dal leggendario mitragliatore d’assalto Ak-47 ad un incursione di un certo rilievo nel settore dei veicoli elettrici, passando per droni e yacht, l’azienda russa  Kalashnichov sta vivendo una riconversione senza precedenti nella sua storia bicentenaria. Un paio di settimane fa, i visitatori di una mostra militare vicino Mosca, hanno potuto scoprire una piccola automobile color blu pastello, un po’ vintage che sembra ispirarsi ai vecchi modelli delle auto durante l’epoca sovietica, famosi per la loro affidabilità anche se non per il design. Con la sua nuova vettura elettrica CV-1, Kalashinikov è riuscito a creare notevole e stupita attenzione sui siti web, dove viene messa a confronto  con l’americana Tesla (che finora non ha prodotto utili) . Il nome dell’inventore dell’AK-47 -Mikhail Kalashnikov- è sinonimo di fucile d’assalto in tutto il mondo, l’arma di moltissimi conflitti. Oggi Kalashnikov produce il 95% delle armi leggere russe ed esporta in 27 Paesi, tant’è che il suo celebre fucile, che il gruppo industriale presenta in modo sobrio come “il più grande fucile del XX secolo”, è arrivato alla sua quinta edizione.

Fondata nel 1807 a Ijevsk (1.300 Km a est di Mosca), la fabbrica Ijmach ha subito una serie di modifiche radicali dal 2013, quando Rostec -la holding pubblica che la controlla- ha deciso di fonderla con un’azienda vicina, Ijmekh, ed ha rinominato il tutto col nome del suo celebre lavoratore, Mikhaïl Kalashnikov, morto alla fine del 2013 all’età di 94 anni.

Una delle ultime iniziative pubbliche del creatore del fucile più venduto al mondo è stata di segnalare al presidente Putin il declino dell’impresa e i bassi salari degli operai.

Sono stati presentati dei nuovi modelli (fucili d’assalto, da caccia, armi varie…), un cambiamento di immagine realizzata anche con il lancio di abiti, coltelli e accessori. Questo crescente sviluppo di prodotti civili è in linea con quello di Rostec, che intende far passare la sua attività civile al 50% entro il 2025, appoggiandosi essenzialmente sull’export.

Kalashnikov ha annunciato  a gennaio 2017 di una crescita del 30% dei suoi utili, con 1.700 assunzioni per rispondere all’aumento delle sue esportazioni. In seguito all’introduzione delle sanzioni che la coinvolgevano, Kalashnikov ha trasformato la sua nuova filiale destinata ad aprire il mercato americano in una distinta azienda, Kakashnikov USA, in grado di fabbricare da sola le armi per quel mercato.

A febbraio del 2017, la  privatizzazione secondo una prassi molto seguita in Russia: il gigante conglomerato militar-industriale Rostec cede la maggioranza delle sue azioni, guarda caso  al direttore generale del gruppo  Alexeï Krivoroutchko, guarda caso già azionista.

Coi suoi nuovi modelli di auto elettriche, Kalashnikov si lancia in un settore che promette molto e che è solo ai primi passi in Russia. Questa estate, il gruppo ha fornito 30 moto e tricicli elettrici alla polizia durante la Coppa mondiale di calcio.

Entro il 2018-2019 il gruppo dovrebbe cominciare a fornire moto ed auto elettriche agli Emirati Arabi Uniti. Per quanto riguarda il prototipo, dotato di un’autonomia di 350 Km, esso è suscettibile di essere modificato e non si sa quando e se verrà lanciato sul mercato.

 

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