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Le biciclette elettriche fanno raddoppiare i ciclisti

Il dipartimento olandese per la sicurezza stradale vuole piste ciclabili più ampie, perché i ciclisti aumentano

29-04-2018 06:00

Le biciclette elettriche fanno raddoppiare i ciclisti

 

 

Con 206 morti contro 201, per la prima volta il numero dei ciclisti vittime della strada in Olanda ha superato quello degli automobilisti. Nei Paesi Bassi, un Paese pianeggiante, le biciclette  sono  il principale mezzo di trasporto utilizzato dai cittadini, ma il dato non significa solo che si muore di più in bici anziché in auto perché i ciclisti continuano a crescere mentre gli automobilisti a diminuire, ma è dovuto anche all’aumento di biciclette elettriche circolanti per strada.

Questo almeno secondo i numeri: non sono però le elettriche in sé ad essere più pericolose, bensì gli utenti che le utilizzano, vale a dire gli anziani over 65, il cui numero, grazie alla pedalata assistita, dal 2016 al 2017 è più che raddoppiato. “A volte il problema è che alcune persone anziane non tengono conto che le loro possibilità fisiche sono ridotte”, ha spiegato al The Guardian Peter van der Knaap, direttore della Fondazione olandese per la sicurezza stradale. “Sappiamo - ha aggiunto - che i semplici incidenti, compresi quelli fatali, possono essere spesso attribuiti a cattive condizioni stradali. Non dovremmo però sottovalutare tutti quegli incidenti che accadono tra gli anziani a bordo di una ebike, che è più pesante di una normale bicicletta”.

Soluzione? Promuovere corsi di formazione per l'uso delle biciclette elettriche. Questa la proposta fatta dal sindacato dei ciclisti Fietsersbond, alla quale si aggiunge quella  discussa dall'autorità olandese per la sicurezza stradale che vorrebbe la creazione di piste ciclabili più ampie, capaci cioè di fronteggiare il sempre crescente numero di ciclisti.

Anche se non piacerà ai ciclisti, ma è una forma di de-motorizzazione anch'essa, l'altra soluzione complementare è l’uso, da parte degli anziani, dei piccoli quadricicli a motore che sono più stabili Nati per avere velocità ridottissime e piccolissimo ingombro, in Italia questi veicoli si sono trasformati, complici le famiglie ad alto reddito, in veicoli per minorenni non patentati che sono ben più ingombranti delle utilitarie di 60 anni fa, spesso col motore truccato; si attende un adeguamento della normativa che ne impedisca la guida ai non patentati con meno di tot anni.

Incidenti a parte, le bici fanno bene alla salute: “Naturalmente - ha spiegato Jaap Kamminga del Fietsersbond -  ogni persona morta è di troppo. Ma se si guarda a quante altre persone hanno iniziato a pedalare, specialmente tra gli anziani, allora l'Olanda può congratularsi con se stessa. Il ciclismo è salutare, dobbiamo continuare a promuoverlo”. La soluzione è migliorare l’infrastruttura ciclabile in modo che possa esser percorsa, senza rischi, anche da conducenti anziani.

Dato che la rete di piste  ciclabili in Italia è ancora in fasce, c’è da sperare che la normativa sia adeguata per tenere conto, già in fase di progettazione, delle esigenze e dei limiti degli over 65. L’ideale sarebbe che la rete ciclabile e la rete per auto avessero meno punti di contatto – incrocio possibili, e che quelli indispensabili fossero adeguatamente regolati e protetti.

Questa esigenza confligge in pieno con la conformazione delle nostre strade che, per ragioni storiche e urbanistiche, sono quasi sempre molto strette. La soluzione è un misto di “pedonalizzazioni- ciclizzazioni” con eliminazione completa delle automobili ove possibile impedire il transito, e riduzioni della percentuale di strada riservata alle automobili. Tecnicamente fattibile, ad esempio usando  lo spazio – sosta per le vetture come pista ciclabile; purtroppo si deve accettare che la superficie transitabile è un dato di fatto, e accrescere la quota di una categoria di mezzi comporta ridurre la quota di altri.

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