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Un futuro insieme al carburante più caro d'Europa

Le accise potrebbero anche essere eliminate, recuperando il gettito su altre voci

27-06-2018 06:00

Un futuro insieme al carburante più caro  d'Europa

 

Nel  descrivere i lati piacevoli del  futuro i campioni non mancano, gli scrittori scrivono, i “guru” del marketing e del digitale lanciano nuove visioni. Gli scenari della mobilità (molto) futura, non inquinante, con zero incidenti, con vetture senza conducente, sono affascinanti.

Guardiamo all’auto che abbiamo sotto casa. Non bastano le strade intasate dai veicoli parcheggiati, con la guida autonoma che si stima comporterà un incremento delle percorrenze.  Non bastano gli incidenti, che il digitale ha fatto aumentare facilitando la “guida distratta”. Il cliente razionale guarda ai costi.

Per esempio  guardiamo al prezzo  dei carburanti. Secondo gli ultimi dati del Bollettino settimanale dell’energia della Commissione Europea, l’Italia è il Paese dove il gasolio per diesel costa di più (con una media di 1,528 euro al litro) mentre la benzina sale dal quarto al terzo posto (1,648 euro).

Usiamo un dato più sintetico: per un pieno di benzina da 80 euro, circa 50 sono di accise. Ovviamente c’è chi protesta, perché sulle tasse troppo alte sono sempre tutti d’accordo, come il  Codacons: «Ad oggi la tassazione sulla benzina rappresenta il 64% del prezzo pagato dai consumatori, percentuale che scende al 60% per il gasolio. Gli automobilisti subiscono una doppia tassazione, perché pagano sia le accise, ossia le tasse di scopo inserite per finanziare emergenze e mai più eliminate, sia l’Iva al 22%. Situazione che non trova eguali in Europa».

Ovviamente, ancora una volta, si deve ricordare  che gli automobilisti pagano, ogni volta che fanno rifornimento, ancora una tassa per la Guerra d’Etiopia del 1935 o il disastro del Vajont del 1963. E' periodica la promessa di ridurre le accise sulla benzina.  Ci si potrà contare?

Sicuramente sì, tra qualche decennio.  A meno, ovviamente, di decisioni del Governo, quello che accadrà naturalmente è che  man mano che il consumo di benzina scenderà perché soppiantata da altri carburanti, l'introito delle accise dovrà essere trasferita sui carburanti del futuro.

Perché le accise svolgono ben tre funzioni essenziali: fanno bene al bilancio dello Stato italiano, forniscono una parte delle risorse finanziarie necessarie per la mobilità, riducono i consumi eccessivi di energia.

Quando le vetture saranno in Italia solo-elettriche al 100%, e magari tutte potranno muoversi senza conducente (“solo questa” è guida autonoma) e in totale sicurezza, le tre funzioni ora svolte dalle accise sulla benzina saranno sempre necessarie; è quindi perfettamente possibile che l’Italia abbia, tra qualche decennio, la “corrente per autotrazione” più cara d’Europa. L’alternativa, che è allo studio della Commissione Europea e che è possibile arrivi prima, è una tassa di circolazione molto più pesante dell’attuale e legata alla “vera” percorrenza del veicolo.

Purtroppo in questo mondo non esistono pranzi gratuiti. Strade, ponti, asfalto, luci, polizia, ospedali, incentivi per il passaggio al solo-elettrico, e tutto ciò che consente la mobilità, costano e debbono essere finanziati  in qualche modo. Che sia tramite maggiori accise o tramite la “bolletta della strada” o tutt'e due, sarà solo una questione di scelta.

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