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A Napoli Ania Campus per educare giovani alla sicurezza

Spiegando l'importanza dell'uso delle protezioni come il casco, i guanti, il paraschiena, le ginocchiere o il paragomiti

18-05-2018 06:00

A Napoli Ania Campus per educare giovani alla sicurezza

 

 In Italia aumentano gli incidenti stradali e i decessi per gli utenti dei ciclomotori. Nel 2016, secondo quanto ricostruito dai dati Aci Istat, sono state 116 le morti tra chi utilizza scooter fino a 50 centimetri cubi, segnando un +10% rispetto all'anno precedente.

Situazione drammatica  tra i motocicli (oltre 50 cc) dove le vittime sono state 657 in un anno, con una diminuzione del 15 % rispetto al 2015. Per tentare di arginare questa situazione, la Fondazione Ania è impegnata da tempo per diffondere, soprattutto tra i giovani, la cultura del rispetto delle regole della strada.

Formare i ragazzi alla guida dei motocicli e ciclomotori, insegnare loro le corrette manovre di guida, spiegando l'importanza dell'uso delle protezioni come il casco, i guanti, il paraschiena, le ginocchiere o il paragomiti sono gli obiettivi di Ania Campus, la manifestazione riservata ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado che si è conclusa ieri all'ippodromo di Agnano a Napoli chiudendo un ciclo partito il 3 e 4 maggio a Cosenza e proseguito a Catanzaro, Reggio Calabria, Sant'Agata di Militello (Messina) e Giarre (Catania).

"Come emerge dai dati, le attività formative nelle scuole, basate sull'educazione al rispetto delle regole della strada e sulle prove pratiche, sono necessarie alla formazione delle nuove generazioni di guidatori - spiegano dalla Fondazione Ania - Per questo il settore assicurativo da anni investe su manifestazioni come Ania Campus, che sono diventate veri e propri modelli didattici, nonché un esempio di come il settore privato possa dialogare con quello pubblico nella creazione di vere e proprie best practice".

Il Campus è parte integrante dell'iniziativa "Lasciati guidare", organizzata dall'assessorato ai Giovani e dall'assessorato all'Istruzione del Comune di Napoli, che ha visto il coinvolgimento degli alunni di tutte le scuole partenopee e nata anche su impulso delle associazioni di familiari di vittime della strada.

 "Gli incidenti stradali coinvolgono spesso giovani vittime e spingono ciascuno di noi a delle responsabilità sia come istituzioni che come adulti - ha detto l'assessore all'Istruzione del Comune, Annamaria Palmieri -. Il nostro ringraziamento, oltre alle forze dell'ordine e ai parenti delle vittime, va all'Ania che ci consente di fare dei corsi per poter vedere su strada quali siano i pericoli".

Esperti di sicurezza stradale hanno prima illustrato, con la teoria, il codice della strada, le principali tecniche di guida sicura e l'importanza delle protezioni quando si è alla guida di un mezzo a due ruote e poi, in un'area allestita dalla Fondazione Ania, istruttori professionisti hanno aiutato a svolgere le manovre corrette per evitare un ostacolo improvviso come una buca, la frenata di emergenza e la gestione dell'equilibrio nelle fasi di guida come nelle curve, a bassa velocità, nelle strade cittadine.

"Altro elemento sul quale ci concentriamo è l'esercizio dello sguardo perché - spiegano dalla Fondazione Ania - il motociclista deve essere sempre attento a quello che gli succede attorno. Purtroppo, uno degli aspetti temi più pericolosi per chi è in strada è l'uso eccessivo dello smartphone che, spesso, provoca danni anche tra gli utilizzatori dei mezzi a due ruote".

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