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Quarto anno consecutivo di crescita delle spese per le autovetture

Nel 2017 spesi 30,9 miliardi per manutenzione e riparazione auto (+4,8% sul 2016)

11-07-2018 06:00

Quarto anno consecutivo di crescita delle spese per le   autovetture

 

 

L’obiettivo della BCE, creare inflazione, è in corso di raggiungimento. Nel 2017 gli italiani hanno speso 30,9 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. Rispetto al 2016, quando la spesa ammontava a 29,5 miliardi, vi è stata una crescita del 4,8%. Queste stime emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec e sono state elaborate tenendo conto di un modesto incremento del ricorso da parte degli italiani alle officine di autoriparazione (+2%),  dovuto all’aumento  del parco circolante (+1,7%) e del fatto che i prezzi per la manutenzione e riparazione nel 2017 sono aumentati mediamente dell’1% (stima effettuata sulla base di una media ponderata degli indici Istat dei prezzi per la manutenzione e riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, per l’acquisto di pneumatici auto e per l’acquisto di lubrificanti).

Con il dato del 2017 la spesa per la manutenzione e le riparazioni di autovetture in Italia prosegue per il quarto anno consecutivo sulla strada della crescita dopo la contrazione avvenuta nel biennio 2012/2013.

Nella prima fase della recessione, dovuta alla deregolamentazione finanziaria USA,  iniziata nel 2008 la spesa per l’assistenza automobilistica aveva continuato ad aumentare in quanto la contrazione delle immatricolazioni aveva causato un invecchiamento del parco circolante e, di conseguenza, un aumento della domanda di autoriparazione. Il quadro è però mutato quando a partire dalla seconda metà del 2011 si è avviata la seconda fase della crisi che ha indotto gli italiani a tagliare in maniera pesante non solo gli acquisti di auto, ma anche il ricorso alle officine.

Ciò ha causato la caduta per il settore dell’autoriparazione nel 2012 (-10,5%), caduta che ha avuto poi un piccolo seguito anche nel 2013 (-1,1%). Già nel 2014, tuttavia, la spesa è tornata a crescere (+1,9%) con un fatturato stimato in 27,1 miliardi, progressivamente salito poi fino ai 28,4 miliardi del 2015, ai 29,5 del 2016 e ai 30,9 del 2017.

Al di là di questi aspetti, è da sottolineare che l’attività di manutenzione e riparazione delle autovetture è diventata sempre più importante.  Con autovetture sempre più complesse, complicate, con tecnologie informatiche e digitali che creano problemi prima impensabili,  l’attività e gli interventi di riparazione che devono svolgere le officine sono in totale  trasformazione, e parlare di officine meccaniche è sempre più riduttivo data la pervasività dell’elettronica.

Portare gli inconvenienti dell’elettronica e dell’informatica nel settore auto   comporta il costante aggiornamento degli autoriparatori che devono impegnarsi  per poter offrire  il  servizio di manutenzione. Purtroppo l’informatica risponde a logiche completamente diverse dalla meccanica, ad esempio è impossibile ricostruire in una officina un chip, mentre lo è per le parti meccaniche; inoltre l’introduzione del software rende impossibili manutenzioni senza una fortissima assistenza del fabbricante, anche per decenni dopo la vendita del veicolo. Ormai si rischia di dover rottamare vetture che avrebbero anche decenni di vita per mancanza di parti di ricambio e /o assistenza adeguata.

Questo va in controtendenza con le più moderne tecnologie, come quella delle vetture solo-elettriche. E’ infatti noto che, affinché l’introduzione delle vetture solo – elettriche si traduca in un effettivo vantaggio ambientale, la vita utile delle stesse dovrà essere 2-4 volte quella delle vetture con motore endotermico. Non sarà possibile far durare una vettura solo – elettrica, in media, vent’anni se non saranno disponibili almeno per quaranta anni i ricambi e l’assistenza informatica necessarî.

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