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Il dramma dei veicoli senza copertura assicurativa

La percentuale è arrivata al 12%

02-07-2018 16:04

Il dramma  dei veicoli senza copertura assicurativa

 

 

 

Secondo l’ASAPS è ormai fuori controllo il fenomeno delle auto in circolazione prive di copertura RC auto. E le conseguenze a danno degli onesti cittadini sono pesanti. Secondo le più recenti stime, i veicoli circolanti sulle strade italiane privi di assicurazione auto sono il 12 per cento del totale, con picchi del 50 per cento in alcune zone del meridione.

Numeri incredibili, sui quali Giordano Biserni, presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale (ASAPS) ha pubblicato un interessante editoriale nell’ultimo numero della rivista dell’associazione, stigmatizzando in modo chiaro lo stato attuale di questa sempre più diffusa (e preoccupante) consuetudine.

L’ASAPS  identifica tre “ingiustizie” come dirette conseguenze del fenomeno dei veicoli sprovvisti di assicurazione auto:

• la prima: manca un controllo realmente efficace. La sanzione prevista dal Codice della strada (art. 193) per chi non ottempera all’obbligo di assicurarsi non è in grado di dissuadere i disonesti: 848 euro di multa che però scende a 593 qualora il pagamento avvenga entro 5 giorni. Se teniamo conto del costo medio di una polizza RC auto (ben più alto, specie al sud Italia) e della scarsa frequenza dei controlli, è facile capire che la maggior parte degli automobilisti che non intendono pagare la polizza è disponibile a correre il rischio. Inoltre, i tanto sbandierati sistemi automatizzati per rilevare automaticamente i veicoli non assicurati tramite varchi elettronici posti sulle strade, dei quali si parla da anni, non sono, in concreto, mai entrati in funzione;

• la seconda ingiustizia: il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, chiamato a garantire il risarcimento dei danni, tra gli altri casi, anche nell’ipotesi di incidente stradale causato da un veicolo non assicurato, ha ormai da tempo il bilancio in rosso, dato che eroga mediamente 400 milioni di euro in risarcimenti e viene finanziato quasi interamente con una quota del 2,5% di tutti i premi RC auto pagati dagli automobilisti. Questo prelievo, ormai, non basta più, e si prevede un aumento fino al 4%, con conseguenti ripercussioni sui prezzi del premio RC auto. In sostanza, gli automobilisti onesti che assicurano regolarmente la propria auto dovranno pagare di più al fine di finanziare i risarcimenti per i danni causati da chi non si assicura, incentivando ancora di più a non assicurarsi. Un’assurdità;

• la terza ingiustizia che rileva Biserni riguarda, infine, l’infernale iter risarcitorio che deve sopportare chi ha la sfortuna di venire coinvolto in un sinistro causato da un veicolo non assicurato. Tempi di attesa infiniti, con una quasi sistematica necessità di ricorrere in giudizio e un inevitabile un senso di vessazione che amplifica i drammi famigliari di chi, vittime incolpevoli magari di un grave sinistro, si trovano ad essere impotenti nei confronti di un sistema che non è in grado di garantire un giusto risarcimento a chi ne ha il sacrosanto diritto.

E’ incredibile che, nemmeno di fronte ai numeri di questo fenomeno (12 per cento di veicoli senza assicurazione auto significa che, in caso di incidente, una volta su otto si ha a che fare con una controparte priva di copertura assicurativa!) si sia attuata una strategia seria ed efficace per  risolvere  il problema e riportarlo entro limiti gestibili.

Se l’introduzione dei sistemi automatizzati si è arenata per le difficoltà concrete e i costi che qualunque  processo di informatizzazione comporta,  occorre potenziare i controlli delle pattuglie.

Certamente, ma ci viene in aiuto la teoria della probabilità.  Se io rischio una sanzione di 1.000 euro, ma la probabilità di essere sanzionato  è 1/10, allora io rischio 100 euro ad ogni controllo.   Se io rischio una sanzione di 10.000 euro, ma la probabilità è che io venga controllato ogni 10 anni, allora mi conviene assicurarmi solo se pago meno di 1.000 euro l’anno.    La sanzione dovrebbe quindi rendere sconveniente  non pagare la polizza. Poiché la sanzione di 593 euro è circa quanto paga il conducente di un avettura media che non abbia incidenti da dieci anni, è evidente che chiunque faccia un calcolo preferisca pagare la sanzione (specie se nullatenente, e quindi può non pagare i danni). 

Abbiamo quindi due alternative, non escludentesi:   prevedere una sanzione penale (anche 15 giorni di pulizia delle strade lo sono) e  portare la sanzione a cifre multiple (per esempio dieci volte?) del costo di una polizza RCA.  Una multa da 5-10.000 euro (con congrui sconti per la prima infrazione) può essere un deterrente molto forte.

Anche il Codice della Strada necessita di aggiornamenti. Se poi la sanzione cambia a seconda die parametri del veicolo, sempre per essere comparabile con il costo della RCA, l’effetto potrebbe essere ancora maggiore.

I fondi così ricavati potrebbero essere impiegati per il Fondo di Garanzia e per accrescere gli organici degli addetti ai controlli.

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