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L’auto solo – elettrica corre fuori dall'Europa

Ecco perché l’Italia deve investire in ricerca e colonnine

06-06-2018 06:00

L’auto solo – elettrica corre fuori dall'Europa

 

Vetture solo-elettriche e guida autonoma sono i due argomenti all’ordine del giorno, ma mentre dalla guida autonoma (quella vera) ci separa qualche decennio nel futuro, dalla guida solo-elettrica ci separa qualche decennio nel passato.

Il problema è che mentre per la guida autonoma (quella vera) è impossibile stabilire una data certa senza prima determinare rigorosamente “quando” la guida sia veramente autonoma, per le vetture solo -elettriche  la diffusione dipende solo dalla politica economica poiché la tecnologia di base è secolare.

 Per quanto riguarda il solo-elettrico, il quadro è abbastanza chiaro.  Nell’ultima edizione del Global Electric Vehicles Outlook, realizzato dalla International Energy Agency , viene stimato nel il 2030 un numero di auto solo-elettriche che oscilla da 125 ai 220 milioni.

Nel 2017, sempre secondo i dati dello studio, solo-elettriche e ibride plug-in sono arrivate a quota 3 milioni, con un incremento del 54% rispetto al 2016. L’Europa occidentale rischia di essere invasa da vetture d’importazione, perché in Cina  sono state realizzate metà delle vendite dello scorso anno, con  580 mila vetture, e un incremento del 72% sui dodici mesi precedenti. Mentre negli USA le vendite sono salite da  160 mila a circa 280 mila. Le solo elettriche rappresentano il 39% delle auto nuove vendute in Norvegia (con fortissime incentivazioni), il 12% in Islanda e il 6% in Svezia, ma su vendite globali trascurabili rispetto alla Cina.

 Un  rapporto McKinsey rileva  l’andamento del settore  in 15 stati nel mondo (fra cui anche l’Italia). La stima è che nel  2020 le auto solo -elettriche (escluse quindi le ibride) dovrebbero passare dal milione di pezzi del 2017 (+57% rispetto al 2016, l’1,3% sul totale dei veicoli) ai 4,5 milioni del 2020 pari al 5% del mercato globale dei veicoli leggeri. Un incremento notevole che non include  l’Italia, dove le vendite ristagnano, forse per la “cautela” italiana che vede benissimo i difetti del solo –elettrico: costi elevati, scarsa autonomia, difficoltà di ricarica. Nulla di nuovo, se si considera che il GPL che pur costa la metà non è dilagato dopo decenni. 

Secondo il  Car Cost Index di LeasePlan  i veicoli solo - elettrici sono più economici rispetto a quelli con motore endotermico solo in Norvegia e nei Paesi Bassi, mentre  in Belgio e nel Regno Unito il gap si sta riducendo. Evidentemente gli automobilisti valutano razionalmente quale sia il veicolo più conveniente.

Purtroppo una delle scelte dei costruttori si sta rivelando un boomerang distruttivo. Nell’ansia di offrire vetture solo-elettriche che avessero le stesse prestazioni visibili, in termini di spazio interno, velocità e ripresa, hanno realizzato vetture molto costose e con relativamente poca autonomia; e  quasi nessun italiano vuole acquistare una vettura che costa di più, ha una autonomia limitata, ed è quasi impossibile da ricaricare su strada. In Italia la vettura solo-elettrica può essere la seconda vettura per il lavoro, ma allora deve essere piccola per poter parcheggiare ovunque e costare poco, e facilmente ricaricabile.  Dove il “collo di bottiglia” è proprio nella disponibilità ovunque di colonnine di ricarica, che in pratica è inesistente.   Finché non sarà possibile ricaricare, con la certezza del 100%, il veicolo solo-elettrico sotto casa l’acquirente italiano è scoraggiato ad acquistare.

Altro fattore su cui si deve investire è la ricerca. Mentre in Corea del Sud la spesa per ricerca e sviluppo è il 4% del PIL, in Italia  è solo poco più dell’1%.

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