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Il Traffic Message Channel (TMC) è un servizio dati che viene trasmesso "paralellamente" all'audio, sfruttando il canale Radio Data System (RDS). Infatti l'RDS offre moltissime altre funzioni, oltre quella banale di far leggere il nome dell'emittente sul display della radio. Il TMC contiene tutte le notizie sul traffico rese disponibili dal CCISS (Centro Coordinamento Informazioni Sicurezza Stradale) e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi dispone di un autonavigatore che fornisce le informazioni in tempo reale sfrutta appieno il servizio RDS-TMC poiché l'autonavigatore usa una piccola radio FM per riceverle. La distribuzione del servizio RDS-TMC della RAI è totalmente gratuita essendo la RAI il Broadcaster Pubblico.
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Mobilità, in Italia è privata

L’automobile personale surclassa il mezzo di trasporto condiviso, pubblico o privato che sia

25-05-2018 13:50

Mobilità, in Italia è privata

 

 

In Italia l'auto privata distanzia nettamente sia le automobili condivise ( car sharing) che il trasporto pubblico. Tuttavia gli italiani si dichiarano  aperti al cambiamento per ridurre il traffico e l’inquinamento.

Car sharing: il 19,4% degli italiani l’ha provato almeno una volta ma due italiani su tre scelgono l’auto privata ogni giorno  sia per lavoro che nel tempo libero.

 Secondo  EY, azienda di  servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza  “Si calcola che in Italia il mercato automotive esteso ai servizi di mobilità valga 200 miliardi di euro, di cui 91 relativi al settore auto in senso stretto e il resto agli altri servizi di mobilità – ha dichiarato Donato Iacovone, AD di EY in Italia e managing partner dell’area mediterranea -. Un valore che rappresenta oltre il 10% del PIL italiano. Si capisce quindi come la trasformazione in atto sia una straordinaria opportunità di crescita per il nostro Paese, che richiede la cooperazione di tutti i player, pubblici e privati”.

In questo nuovo ambiente dove alla mobilità si aggiungono nuovi servizi, si “vede la convergenza di settori diversi e nuovi player che richiedono un’accelerazione degli investimenti in processi di Business Innovation. Per il 2018 si stimano nel mondo 21 miliardi di investimenti in start up che offrono servizi di mobilità”, proseguono dalla società di consulenza.

EY ha realizzato una ricerca sui bisogni di mobilità degli italiani ad hoc su un campione di 1500 residenti. Dai risultati emerge che il mezzo preferito dagli italiani per gli spostamenti è la propria auto, sia per lavoro (73,3%), che per tutto il resto (67,4%). In città, molti scelgono il servizio di trasporto pubblico (28,6% per lavoro, 34,6 per tempo libero), mentre per le lunghe distanze non sono molto propensi ad utilizzare treni ad alta velocità (4,6% per spostamenti professionali, solo l’1,8% per quelli non professionali), o convogli regionali (4,2% per lavoro, 9,1% per tempo libero). “Ci sono però segnali di un cambio di mentalità, con il passaggio dal possesso all’utilizzo dell’auto: quasi il 2% degli italiani sceglie oggi l’auto condivisa (car sharing)  e l’andamento (il trend) è destinato a crescere”, evidenziano da EY, e proseguono: “Dalla ricerca emerge comunque che i nostri connazionali sono disponibili a cambiare abitudine per una soluzione più funzionale ai propri spostamenti, anche fornita dai mezzi pubblici. Il 27,4% è disposto ad utilizzarli se sono comodi per il precorso che devono compiere, il 21,7% in caso di comodità d’orario o di prossimità alla propria abitazione e al luogo di lavoro”. Dunque, un sistema di trasporti che fosse più comodo per il percorso da compiere e con fermate prossime ai punti di partenza e destinazione incrementerebbe l’utenza del mezzo pubblico; ma sembra che la “comodità” non sia un obiettivo di chi gestisce  questo servizio pubblico. Fermate senza sedili, senza copertura contro le avversità meteo, senza gabinetti, con luoghi di scambio mezzi scomodi e a volte pericolosi, mezzi strapieni e sporchi, sono tutti aspetti che rientrano nella “comodità” dei mezzi di trasporto pubblico.

Se l’auto di proprietà è ancora  la regina delle strade italiane, con il 66% del campione che la predilige come mezzo di trasporto principale, sono in tanti a scegliere veicoli che possano circolare sempre: il 32,6% dei nuovi acquirenti sceglie un’auto ibrida e il 17,4% elettrica. “Inoltre, il 18% adotta le nuove modalità proposte dalle case automobilistiche. Ormai solo il 14,2% sceglie un’auto a benzina e il 23,2% un mezzo diesel”, aggiungono da EY. Segnali di cambiamento che ritroviamo anche nei risultati sulla mobilità in condivisione (sharing mobility): il  19,4% del campione intervistato usa il car sharing, l’8,1% il bike sharing, il 2,3 il car pooling e lo scooter sharing. Chi usa questi servizi lo fa principalmente nel tempo libero (71,4%), mentre il 24,5% lo sceglie per andare a lavoro.

 

“Un trend destinato a crescere, anche se il 14,7% non ha ancora servizi di mobilità condivisa nella propria zona”, fanno notare da EY. In conclusione, “gli italiani sono consapevoli del bisogno di una mobilità più ‘moderna’, sia per migliorare la mobilità attuale (61,5%) sia per incrementare il lavoro da casa e riorganizzare la mobilità sulle esigenze di spostamento (17,1%) sia per differenziare gli orari di ingresso a scuola e al lavoro e adeguare le esigenze di spostamento (13,6%)”.

In attesa del cambiamento Roma vince la maglia nera sulla sicurezza stradale in Europa, secondo il  report "Living. Moving. Breathing. Ranking of European cities in sustainable trasport" realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace.  Il report compara le performance di 13 città europee in fatto di mobilità sostenibile, assegnando un massimo di 20 punti a ciascuno dei parametri utilizzati: sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva.

Secondo il Codacons: "Roma si è piazzata ultima in classifica, pecora nera dell'UE. I dati sono allarmanti, sia dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico (concentrazioni di Pm. 10 e 2.5 oltre che di NO2 ben superiori ai limiti di guardia) sia dal punto di vista della circolazione stradale. Nel 2016 si sono registrati 25 incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti e 47 che hanno coinvolto pedoni.  Milano non brilla certo da questo punto di vista - prosegue l'Associazione - anche nel capoluogo lombardo i dati sono fortemente negativi.  L'assenza di una vera e propria politica a livello nazionale sulla mobilità sostenibile è gravissima - conclude il Codacons - scriveremo al nuovo Ministero dell'Ambiente e dei Trasporti quando verrà nominato al fine di sollecitare una presa di coscienza sul tema quantomeno necessaria.”.

Purtroppo, con l’infrastruttura stradale attuale e il numero di mezzi che cercano di usarla, la congestione è scontata.  La bicicletta, specie se elettrica, è un mezzo di trasporto che sta tornando di attualità,  con l’obiettivo di introdurre un cambiamento nei comportamenti e aiutare a rendere le aree urbane più sicure, ridurre l’impronta ambientale e la congestione dovuta al traffico automobilistico che ostacola anche i servizi pubblici. Da uno studio  condotto dalla Ford è emerso come un approccio consapevole e maggiormente empatico sia l’elemento fondamentale per cambiare il proprio comportamento sulla strada.

A causa del crescente numero di amanti delle due ruote, gli -scontri tra automobilisti e ciclisti sono sempre più frequenti sulle strade delle città europee.  Non esistono praticamente piste ciclabili  in grado di soddisfare  le esigenze dei diversi utenti della strada, che lottano per contendersi gli spazi in strada. Ford ha lanciato una nuova campagna, pensata per contribuire al miglioramento della sicurezza, ridurre l’impronta ambientale e la congestione dovuta al traffico; “Share The Road” si pone l’obiettivo di promuovere l’armonia tra gli utenti della strada partendo dall’idea che  consentire a più persone di pedalare in sicurezza, soprattutto per i piccoli spostamenti, avvantaggia in realtà tutti.

A tal fine, Ford ha creato un’esperienza di realtà virtuale (VR Experience),  WheelSwap consente agli automobilisti e ai ciclisti di mettersi gli uni nei panni degli altri e comprendere direttamente, quanto alcuni comportamenti siano potenzialmente fatali per i loro compagni di strada. Dallo studio condotto dalla Ford  è emerso che, dopo aver vissuto il VR Experience, quasi tutti i partecipanti hanno affermato di essere seriamente intenzionati a cambiare il proprio comportamento.

“Mi accade spesso di scegliere come mezzo di trasporto non solo l’automobile, ma anche la bicicletta, pertanto, ho vissuto in prima persona molte delle frustrazioni e dei pericoli che automobilisti e ciclisti incontrano regolarmente sulle nostre strade”, ha commentato Steven Armstrong, President e CEO, Ford of Europe, Middle East & Africa. “L’integrazione tra le sempre più diverse modalità di trasporto è la chiave per rendere le nostre città più sicure e più semplici da vivere, per tutti, oggi e in futuro”.

In Europa, sono oltre 250 milioni le persone che scelgono di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto e, secondo i dati della Commissione Europea, 1 incidente mortale su 12 coinvolge un ciclista. Molte città stanno promuovendo attivamente il ciclismo, per i suoi noti benefici sulla salute, sull’ambiente e la mobilità.

 

Attraverso l’introduzione di un’ampia gamma di prodotti e servizi, in grado di migliorare tutti i livelli del sistema di trasporto - veicoli, infrastrutture, connettività e servizi digitali - le realtà urbane divengono un luogo dove le persone possano sentirsi sicure e connesse. A tal fine, la Ford  ha sviluppato alcuni progetti, tra cui l’iniziativa di car e bike sharing nata in Germania, in collaborazione con Deutsche Bahn Connect GmbH; il servizio di navetta su base collettiva Chariot, ideato con l’intento di offrire una soluzione di mobilità a chi oggi è escluso, principalmente per ragioni strutturali, dai servizi di trasporto pubblico e le Ford Smart Benches, le panchine del futuro fornite di caricabatterie gratuiti a energia solare e di rete Wi-Fi, che aiutano gli utenti a rimanere connessi durante i loro spostamenti cittadini.

WheelSwap, consente uno scambio di punti di vista tra automobilisti e ciclisti. I primi ritrovandosi, seppur virtualmente, nei panni di un ciclista possono comprendere quanto siano rischiosi alcuni dei loro comportamenti: sorpassi troppo ravvicinati, mancato uso delle frecce di direzione prima delle svolte o l’apertura delle portiere senza controllare l’eventuale arrivo di biciclette. L’altra versione consente, viceversa, ai ciclisti di provare l’esperienza su strada dal punto di vista degli automobilisti, comprendendo a loro volta la pericolosità di alcuni dei loro comportamenti più frequenti: passaggi con il semaforo rosso, l’imbocco di strade a senso unico nella direzione opposta o mutamenti improvvisi di direzione.

 

Alla prima fase di sperimentazione, hanno partecipato oltre 1.200 persone, provenienti da cinque paesi europei, e il 70% di coloro che hanno provato il VR Experience WheelSwap ha sviluppato, fin da subito, maggiore empatia, rispetto agli altri. Inoltre, il 91% dei partecipanti, ha espresso l’intenzione di cambiare le proprie abitudini stradali.

 

Ford, ha inserito il VR Experience all’interno del Ford Driving Skills For Life (DSFL), il programma di corsi gratuiti di guida responsabile indirizzato ai giovani nella fascia d’età 18-25.

“Non esiste un modo più efficace per comprendere il punto di vista di altre persone se non quello di calarsi nei loro panni, o in questo caso, nei loro pedali. L’empatia è un sentimento molto potente”, ha commentato lo scienziato comportamentista Dan Berry, che ha contribuito alla conduzione della sperimentazione.

Rendere possibile l’uso in sicurezza delle biciclette comporta la realizzazione di una rete molto consistente di piste ciclabili, che potranno essere ricavate riducendo progressivamente gli spazi di percorso e sosta oggi riservati alle automobili. Contemporaneamente i ciclisti dovranno tornare “conducenti standard” come gli altri, vale a dire identificabili (targa), assicurati (polizza RCA obbligatoria), ben visibili (vestito catarifrangente, luci, dispositivi di visibilità e di segnalazione del veicolo) e rispettosi del Codice della Strada. Per evitare i paradossi come quello che si verifica, ad esempio, a Monterotondo (Roma) dove è stata sì realizzata una magnifica pista ciclabile (riducendo la larghezza della strada) a doppio senso di marcia che però i ciclisti “non usano “  (salvo eccezioni) , evidentemente perché preferiscono il percorso più lineare sulla sede stradale, e anche perché in assenza di targa è praticamente impossibile sanzionarli.

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