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Filosofi sui container

Scritte e disegni sono portati, come messaggi in bottiglia, dai treni merci

16-04-2018 13:53

Filosofi sui container

 

Da Reggio Emilia al resto del mondo. Un artista usa come tele economiche  i vagoni merci che  trasportano prodotti in tutto il mondo.   Sono i  corpuscoli che si muovono lungo le ferrovie,  le  arterie che portano ovunque il “sangue” costituito dalle merci, in modo così veloce ed economico da innescare quel processo oggi chiamato  globalizzazione.  Perfettamente reversibile quando i costi di trasporto torneranno a crescere in un lontano futuro, ma adesso travolgente.  Una rivoluzione tecnologica che, grazie al trasporto veloce ed economico delle merci e degli uomini, ha già  stravolto  le nostre vite.

Dalla pianura padana al Nord Europa, fino agli USA e  all’Asia: i container ferroviari disegnati da  cargojindu rappresentano un tentativo di tracciare le nuove rotte tra ferrovie e  luoghi di commercio   per  conoscere i  flussi del  presente.  La parola “jindu” in cinese significa progresso. L’autore vuole  evidenziare la contraddizione presente nel concetto di progresso che si cela nella società globalizzata.

“Io credo nel progresso, non credo nello sviluppo. E nella fattispecie in questo sviluppo” dichiarava Pier Paolo Pasolini nel 1975, definendo l’irrimediabile diversità che separava la produzione, lo scambio e l’accumulo di beni superflui dalla  creazione di beni necessari, anche di tipo immateriale . Nelle opere di cargojindu   il “progresso” è un vagone merci con all’interno beni spesso voluttuari,  dove all’esterno sono disegnate le immagini dei filosofi e i loro nomi, spesso sconosciuti. Sono solo scritte e disegni rudimentali, per questo  attraversano frontiere, scavalcano  posti di blocco e sfuggono agli sguardi  distratti di chi non conosce i filosofi citati. Quanti sanno  chi siano McLuhan, ibn Kaldhun, Machiavelli, lutero, Marx, Marcuse, Latouche, Leibnitz, Hobbes, Gurdjeff, Kant?

E’ facilissimo far attraversare le frontiere alle merci, non altrettanto alle persone.  Una contraddizione del nostro presente che viene  ribadite nella serie dedicata agli imperatori cinesi e ai filosofi.  Protagonisti sono i vagoni dei treni merci che viaggiano da un capo all’altro del mondo su una Rete iniziata due secoli fa, con effetti dirompenti quanto la Rete dei dati - internet. Una rete le cui linee sono di ferro e ghiaia, dove i byte sono i vagoni, e le locomotive sono i server: la Rete ferroviaria.   “Sono partito con l’idea di disegnare imperatori cinesi sui container che sostano e partono dalle nostre stazioni. All’inizio pensavo che la maggior parte delle nostre merci finissero in Cina; mi sono dovuto ricredere. Quelli di cui ho traccia sono spesso negli USA”.  Sì perché cargojindu, colui che disegna sui vagoni,  cerca di scoprire dove finiscono  i vagoni ricostruendo i percorsi di viaggio da Reggio Emilia.  L’uomo  è aiutato dai  social network, in particolar modo Instagram, tramite i tag e gli hashtag degli utenti. “Ho traccia prevalentemente di quelli che finiscono in USA e in Italia, non di quelli che si trovano nei paesi arabi e in Oriente, probabilmente anche a causa di difficoltà legate alle differenze linguistiche”. Dagli imperatori cinesi - l’età degli imperatori è stata nella storia cinese  di grande sviluppo economico  - si è passati così alla serie dei “Filosofi su container”.

Una serie di disegni  per  raffigurare lo iato tra progresso materiale e mancato progresso civile e sociale che contraddistingue spesso il nostro presente. “Un filosofo arabo è finito in un granaio del profondo Veneto, tutti pensavano si trattasse di un attentatore, e che il treno fosse decorato con messaggi jihadisti, tanto che hanno deciso di rimandarlo indietro. Gli unici che hanno intuito chi fosse il personaggio ritratto sono stati alcuni cittadini stranieri e un ragazzo che lavorava come operaio, pur essendo laureato in filosofia”.

Molte delle persone che segnalano la presenza dei vagoni  con i ritratti dei “filosofi” sono operai che lavorano nei cantieri, e scrivono al disegnatore  reggiano dai luoghi più impensati, comprese le Maldive.

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