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Guida autonoma tra mito e realtà

Quali sono le scelte critiche

14-06-2018 13:39

Guida autonoma tra mito e realtà

Guida autonoma ed elettrificazione sono oggi i due pardigmi  per l’automobile del futuro.   Se fino a qualche decennio  fa  queste due possibilità erano da  fantascienza, oggi si procede verso la loro realizzazione, che sostanzialmente è dovuta a due possibilità tecnologiche: chip sempre più potenti e accumulatori elettrici sempre più capienti.

In realtà l'auto a propulsione elettrica non è affatto una novità: ha circa un secolo. Però oggi con batterie  a maggior contenuto di energie, e una elettronica più complessa, offre prestazioni accettabili, almeno in certe condizioni.

Per quanto riguarda la guida automatizzata, oggi i costruttori  automobilistici sono al lavoro per realizzare vetture effettivamente in grado di circolare in futuro sulle strade  "veramente" senza conducente.  E ci si sono buttate anche aziende dell’informatica web, forti dell’esperienza sul software; ma sembra che dovranno allearsi con i fabbricanti di auto. Nella foga forse si è messa in secondo  piano la sicurezza, ma mettere i paletti provvederanno le istituzioni, come già accaduto nel caso Uber.

È importante sottolineare gli attori in campo perché, dopo un periodo di annunci  fantasiosi dove sembrava che la guida autonoma (che è solo quella senza conducente in ogni condizione, altrimenti si deve parlare di guida automatizzata, in italiano) fosse già pronta, adesso la situazione è diventata tragica.

Che la guida autonoma fosse una cosa seria evidentemente non era stato percepito con il dovuto peso dalle aziende del software, e la sequela di incidenti mortali lo testimonia. Soprattutto per “come” ci sono stati i morti: fiducia immotivata del conducente, software mal concepiti, troppa fretta di provare su strada, queste le possibili  cause. Che rendono molto improbabile che si riesca a fare di meglio prima di qualche anno (o decennio). Tra l’altro gli esperti, e i fabbricanti, sono molto cauti sulla guida autonoma, mentre procede la guida automatizzata, anche se nelle comunicazione di propaganda si parla sempre di guida autonoma, il che trae in inganno i lettori meno "pignoli".

I progetti che funzionano, nei limiti in cui possono funzionare cioè ben lontani dalla guida autonoma, sono solo quelli  realizzati con accordi di sviluppo tra tra costruttori e aziende informatiche, perché i produttori di tecnologia informatica sono entrati in maniera decisa nelle quattro ruote realizzando software e hardware utili alla guida senza conducente. Oltre ai modelli già dotati di guida autonoma di livello 3, sono diversi i test su strada di vetture di livello 4, ma il problema diventa verificarli in condizioni di guida “reali”, perché non si può continuare ada avere morti come conseguenze del malfunzionamento di un sistema progettato senza cautele e senza usare a fondo le esperienze pregresse, o peggio come coinseguenza dell'illusione che la vettura possa "veramente" muoversi senza conducente senza che sia rispettata una lunga lista di severe condizioni.

Tutto il settore della guida automatizzata gravita intorno a un enorme “buco nero”, il silenzio che grava su una questione chiave: qual'è la persona che  è penalmente responsabile quando una vettura automatizzata subisce o causa un incidente? Perché per la guida automatizzata non si può avanzare la scusante dell’errore umano (i computer non debbono sbagliare) , o del comportamento incauto (perché allora è incauta la programmazione), o della imprevedibilità (poiché il progettista deve usare tutte le esperienze pregresse).

Anche se si effettua un test su un percorso di 200  chilometri ad una media di 100-110 km/h, senza definire a quali imprevisti di guida  sia stata sottoposta la vettura, si prova solo che può andare a 110km/h per 200 km, ma non dice come si comporta se, ad esempio, due cinghiali si rincorrono sulla strada.

E soprattutto non dice perché la vettura senza conducente dovrebbe procedere a 110 km/h, che è comunque una velocità rischiosa, e non a 50 km/h o meno?

Oggi,  in Italia e all’estero, è vietato utilizzare vetture senza conducente  umano, rendendo così inutilizzabile la guida autonoma (se esistesse, quella che esiste è solo automatizzata). Certamente esistono veicoli dove  il guidatore è dichiarato non più necessario, ma esiste qualcuno che ci farebbe trasportare il proprio figlioletto anche per un solo metro?

Altra illusione sparsa a piene mani è quella delle “emissioni zero”. Certamente la vettura solo-elettrica non emette “in loco”, ma l’energia che la spinge è ancora oggi prodotta bruciando combustibili, quindi inquina ogni volta che si muove; e anche quando sta ferma, se esiste l’autoscarica delle batterie. Quindi muovendosi produce emissioni di CO2 anch'essa.

Mentre la normativa tecnica è sempre più complessa, manca completamente la normativa “comportamentale” che va trasfusa nella programmazione. Una normativa che faccia da "ponte" tra il Codice della Strada e l'elettronica a bordo. Perché una vettura dovrebbe correre a 110 km/h se questo può causare incidenti? Si sta forse ripetendo il comportamento involutivo che sta causando la strage da telefonino?  Forse una tecnologia è stata posta in essere senza in alcun modo porsi il problema di eliminare gli effetti negativi?

Il fatto reale  è che oggi almeno il 30% degli incidenti è dovuto all’incauto uso del telefono, e che l’unico modo per ridurli sarà una attività repressiva intensa e continua, che dovrà persistere fino a quando si riuscirà ad azzerare questa causa di incidenti.

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