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Incidente Tesla, l’Autopilot era attivo ma la guidatrice era al telefono

L’illusione dell’autopilot si scontra con la realtà

18-05-2018 06:00

Incidente Tesla, l’Autopilot era attivo ma la guidatrice era al telefono

 

Per la polizia USA  «la guidatrice non aveva le mani sul volante ed era distratta dal suo telefonino» prima di tamponare un camion dei vigili del fuoco, fermo a un semaforo rosso, con la sua Tesla Model S che si è schiantata a 97 chilometri orari

Si iniziano a scoprire maggiori dettagli sull’incidente stradale che a South Jordan, nei dintorni di Salt Lake City, ha visto una Tesla Model S andarsi a schiantare, lo scorso venerdì, a 97 chilometri orari contro un camion dei vigili del fuoco fermo al semaforo. La donna di 28 anni che guidava la berlina si è rotta il piede destro e non ha avuto conseguenze più gravi solo grazie all’airbag che le ha  salvato la vita.

«Ha affermato di aver utilizzato la funzione “Autopilot” — spiega il sergente Samuel Winkler, capo della polizia della cittadina nello Utah — ma l’autista ha ammesso che stava guardando il suo smartphone prima dell’impatto». I poliziotti non hanno anche trovato e interrogato testimoni oculari. «Hanno dichiarato che la guidatrice della Tesla non ha frenato o intrapreso alcuna azione per evitare la collisione».

Intanto i tecnici di Tesla hanno recuperato i dati dal veicolo. «Secondo Tesla — prosegue il sergente —la conducente ha attivato e disinserito sia le funzioni Autosteer sia quelle di Traffic Cruise Control in più occasioni durante il tragitto. I guidatori però sono ripetutamente avvisati che le funzioni di Autopilot non rendono i veicoli Tesla a guida completamente autonoma e devono assolutamente rimanere vigili, con gli occhi puntati su strada, le mani sul volante e devono essere pronti a prendere qualsiasi azione necessaria per evitare rischi sulla strada. Invece, il veicolo ha registrato più di una dozzina di casi in cui le sue mani non erano sullo sterzo. In due occasioni, in particolare, aveva tolto le mani dal volante più di un minuto e le aveva rimesse solo dopo che le era apparso un allarme visivo. Però ogni volta che ha rimesso le mani sul volante, poi le ha tolte di nuovo dopo pochi secondi».

Emergono anche i primi dettagli sugli istanti che hanno preceduto il tamponamento «Circa 1 minuto e 22 secondi prima dell’incidente, ha riattivato sia l’Autosteer sia il Cruise Control e poi, dopo due secondi, ha tolto di nuovo le mani dal volante per altri 80 secondi prima del tamponamento. Questa dinamica è coerente con l’ammissione dell’automobilista sul fatto che stava guardando il suo telefonino e a nulla è valso il tentativo di frenare un secondo prima dello scontro. Per questo motivo è stata anche multata . La National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) ha inviato un team investigativo per condurre il proprio rapporto sull’incidente».

In particolare, la squadra speciale per le indagini sugli incidenti stradali della Nhtsa vuole indagare a fondo sulle cause dell’incidente visto che, quest’anno, è il secondo che potrebbe essere collegato al sistema Autopilot che utilizza un sistema di radar, telecamere con visibilità a 360 gradi e sensori per rilevare oggetti vicini ed eseguire funzioni di base come il parcheggio e lo sterzo. Attualmente c’è una  confusione enorme sulla cosiddetta guida autonoma.

Molti sono indotti in errore dalla pubblicità e dai media e  pensano che le vetture siano già in grado di circolare con la stessa affidabilità dei piloti automatici usati dagli aerei per tenere la rotta sui nostri cieli. Anche perché  a che serve  un sistema di guida automatizzata che costringe a prestare la stessa attenzione del sistema di guida manuale? Così ogni volta che accade un grave incidente che coinvolge auto con forme di guida automatizzata si torna al mondo reale, e l’incomprensione indotta dai media viene rivelata.

In dettaglio, per la Society of Automotive Engineers (Sae), esistono cinque livelli di assistenza alla guida ma per arrivare a quello massimo - ovvero la capacità dell’auto di sostituirsi completamente al «guidatore» — e in ogni condizione - la strada da percorrere è ancora tanta. Per esempio, i sistemi «Autopilot» che equipaggiano i Model S, X e 3 di Tesla sono sistemi di assistenza alla guida, riconducibili al livello 2-3. Per questo l’azienda statunitense precisa che è necessario essere sempre vigili alla guida; ma se è così allora a che serve l’autopilot?

 

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