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Case a guida autonoma

Il pendolare con la casa sull’auto

30-04-2018 06:00

Case a guida autonoma

 

Nelle nostre città sono sempre più presenti camper , caravan e roulotte, parcheggiate nelle strade periferiche. Non siamo ancora ai livelli degli USA, dove esistono vere e propri città di case mobili, ma forse è solo questione di tempo.

Cosa farà il povero automobilista con una auto a guida automatica “vera”? All’inizio se ne starà al posto di guida a guardare film ( è quello che sembra facessero due dei morti su vetture Tesla con autopilot, invece di essere prontissimi a guidare, forse  credendo che la guida a livello SAE3 fosse la guida autonoma); poi userà il PC portatile ma se il veicolo cammina “veramente” da solo, che poi è quel che promette la guida autonoma, dopo un po’ penserà che è più comodo e più produttivo mettersi al tavolino, o prepararsi un caffè, e poi c’è quella pratica da stampare, oppure potrebbe fare colazione con la figlia mentre il veicolo guida da solo fino alla scuola.

Se può permettersi una vettura a guida autonoma, che sicuramente costerà molto di più  di una a guida manuale, allora comincerà a pensare a una piccola casa.

Fantascienza? Il concetto di casa si sta aggiornando sulle  nuove esigenze, dovute ai nuovi vincoli lavorativi. Negli USA la precarietà lavorativa induce già spostamenti continui, spesso con la casa a seguito. Così prendono vita nuove possibilità di abitare in micro-contesti, trasportabili e vivibili su misura del proprietario. A Milano, in occasione del Fuorisalone e della Milano Design Week sono visibili e visitabili alcuni interessanti esempi di micro-abitazioni. Modelli di casa portatile tutti pensati da architetti italiani che nei loro concetti coniugano qualità made in Italy,  e spazi ultra-ridotti, o meglio  “ottimizzati”.

Nasce dall’idea della migrazione il  progetto di Leonardo Di Chiara, 27enne architetto e ingegnere con la passione dell’architettura temporanea e del micro-alloggiare che sta sviluppando una ricerca sulle micro-case e sulla loro integrazione nelle grandi città. Da qui è partita la sua progettazione di un modello replicabile che prevede insediamenti temporanei chiamati Vicini Migratori (Migratory Neighborhoods). «Migratori perché le case, come gli uccelli, migrano costantemente da una posizione all’altra sfruttando gli spazi inutilizzati nelle aree centrali delle città», spiega.  La sua  è una micro abitazione di 9 mq, trasportabile su ruote con un suv.  Una    casa mobile, per ora in  prototipo, dotata di ogni comfort indispensabile  per la vita di tutti i giorni tranne lo spazio. 

 Il progetto di ricerca diretto da Leonardo Di Chiara è stato condotto in collaborazione con Tinyhouse University . Il test mobile è già stato fatto: Di Chiara, infatti, ha partecipato al Bauhaus Campus Exhibition, un piccolo villaggio sperimentale all’interno del giardino del Bauhaus-Archiv / Museum of Design di Berlino. Da lì si è spostato a Monaco, Ulm, Mendrisio, Milano, Roma, Bologna, Torino, Padova per tornare alla sua città natale, Pesaro. Nel suo giro non solo ci ha abitato, risparmiando sull’albergo, ma ha invitato le persone a testare la sua micro abitazione. 

Quando la guida autonoma “vera” sarà disponibile, nulla di più facile che moltissimi lavoratori precari -pendolari trovino più conveniente viaggiare con la casa appresso. I tempi di viaggio diventano così tempi di vita; oggi il limite del tempo di viaggio oltre il quale si cerca di non andare è di 2-3 ore al giorno, ma se si viaggia con la casa allora si può dormire, guardare la TV e stare in famiglia anche durante il viaggio, quindi ci si possono permettere viaggi ben più lunghi. La guida autonoma, come ogni tecnologia che incrementa la comodità di un prodotto, ne incrementerà anche l’uso.

Consideriamo le tante famiglie che stanno pianificando le vacanze. Un viaggio di 250 km richiede in media 5 ore, se si procede a velocità moderata e si fanno le necessarie soste ogni ora per sgranchirsi, riposarsi, far muovere i bambini; scartiamo a priori gli stakanovisti del volante che guidano a 130-150 all’ora di velocità media per due ore senza alcuna sosta, e poi impiegano ore dopo l’arrivo a far tornare l’adrenalina a livelli normali, quando arrivano.

La durata del viaggio è un limite oggettivo alla scelta del luogo di vacanza. Se però la vettura si guida da sola, c’è il grandissimo vantaggio di evitare i colpi di sonno: si può dormire liberamente, e allora perché non fare un viaggio di 8-10 ore? Si mette in moto l’auto, ci si addormenta, e ci si sveglia a destinazione.

Solo 70 anni fa, in Italia, le automobili erano un lusso e gran parte della popolazione si spostava  a piedi, e 4-10 km era la lunghezza di una bella  camminata lunga, e tutte le scelte di vita si svolgevano, viaggi straordinari a parte come la visita a un santuario, entro quel cerchio. Oggi il raggio del cerchio si è ampliato a 30-80 km, con la guida autonoma a quanto arriverà?

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