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Costretti a guidare 20 ore al giorno

Condannato a 3 anni e 8 mesi il padrone dell'azienda di autotrasporti

28-04-2018 06:00

Costretti a guidare 20 ore al giorno

Se vi chiedete quanto siete sicuri in mezzo a tanti autocarri che, a volte, sembrano inspiegabilmente guidare come pazzi, un articolo riportato dall’ ASAPS  aggiunge delle informazioni.

Un imprenditore privato, minacciando il licenziamento,  costringeva i camionisti a mandare in tilt i tachigrafi dei tir con piccoli magneti. Con la piena consapevolezza che  imponendo ai suoi autisti turni massacranti al volante metteva in pericolo l’incolumità loro e di chi li incrociava casualmente sulle strade. Questa casistica di “induzione al rischio” non è pero contemplata dalla legge sull’omicidio stradale, ma da altre leggi sì.

 G.P.V., 50enne  proprietario di una azienda di autotrasporti di Milano, tra Pozzuolo Martesana e Vignate,  dopo la condanna a  due anni di reclusione  in primo grado per violenza privata ai danni dei suoi dipendenti, da lui costretti usare magneti che truccavano i contachilometri digitali, ora  ha subito una condanna a 20 mesi  (sempre in primo grado) nel processo-bis con rito abbreviato - e sconto di pena di un terzo - per aver dolosamente omesso di collocare strumenti destinati a prevenire «disastri o infortuni sul lavoro».

Infatti  per i giudici la messa fuori uso degli strumenti digitali consentì a G.P.V. di imporre ai suoi dipendenti turni di guida ben oltre le ore consentite rendendoli, di fatto, un pericolo viaggiante. «Noi eravamo degli assassini – mise a verbale uno degli autisti davanti ai giudici – eravamo delle bombe vaganti perché non si può dormire due ore a notte (...) Neanche un ragazzo di vent’anni lo può fare, a meno che non prenda delle sostanze stupefacenti». I turni arrivavano anche fino a 20 ore di guida al giorno.

La Procura  non ha contestato a G.P.V. episodi di specifici disastri stradali ricollegabili a responsabilità dei suoi camionisti, ma il codice penale punisce anche il semplice «pericolo» creato dall’imprenditore con la manomissione degli strumenti di prevenzione del rischio. Questa accusa, contestata fin dall’inizio dell’inchiesta, era poi caduta perché un gip aveva ritenuto che dovesse essere assorbita da quella sulla violenza privata imposta ai dipendenti. Su ricorso della Procura, la Cassazione in un secondo momento aveva però ribaltato quell’interpretazione e aperto così la strada al secondo processo.

La difesa di  G.P.V.  ha addossato  agli autisti  la responsabilità di aver posizionato i magneti nel motore. Inutilmente, perché il fattore chiave   sono state le parole - richiamate nella sentenza dal gup Natalia Imarisio - di un barista del locale vicino alla ditta dove i dipendenti pranzavano. C.B. ha spiegato di aver sentito spesso quegli autisti lamentarsi tra loro dell’imposizione delle «calamite per poter lavorare anche 24 ore su 24» da parte del «signor G.P.V.», dietro minaccia di «perdere il posto». A denunciare il trucco delle calamite («caramelle» le chiamavano in ditta) furono proprio alcuni degli autisti, difesi dall’avvocato Attilio Giulio, dopo essersi licenziati ed essere riusciti a trovare  un altro lavoro.

La legge prescrive un massimo di dieci ore di guida al giorno, con pause adeguate, e già si è soggetti a una stanchezza pesante. Conducenti che guidano oltre i limiti di legge trasformano gli autocarri in “macchine della morte” tal quale fossero guidati da ubriachi o drogati, soltanto che per rivelare la mancanza di sonno non esistono al momento test, ammesso che sia possibile realizzarli. L’unica prova è il cronotachigrafo, che può essere alterato con i famosi “magneti”.

La soluzione? Un cronotachigrafo collegato a una centrale con rilevamento della posizione del veicolo tramite GPS satellitare e identificazione del conducente. E’ una tecnologia già disponibile oggi, che però deve essere ancora valutata ufficilamente, accettata, elaborata, condivisa, standardizzata e resa ufficiale da apposite normative. Dopodiché occorrerà realizzare tutti i sistemi informatici necessarii, che dovranno essere assolutamente affidabili.

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