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Revocare la patente agli anziani può essere dannoso

Lo conferma una ricerca della Columbia University

11-10-2017 06:00

Revocare la patente agli anziani può essere dannoso

Qual è la categoria di conducenti più sicura?  Gli anziani. Si fa sempre dell’ironia (da parte dei giovani)  sugli anziani alla guida, dimenticando che sono quelli che secondo le statistiche provocano meno incidenti di tutti.

E dimenticando anche che la categoria che causa più incidenti di tutti è quella dei più giovani.

Nessuno però aveva mai studiato scientificamente finora gli effetti  della revoca  della licenza di guida. Lo ha fatto  la Columbia University, sulla base di una statistica pubblicata agli inizi del 2016, dal Journal of the American Geriatrics Society.

 La statistica non usa mezzi termini: chi viene privato della patente di guida è come se venisse privato anche della propria autonomia, con grave perdita dell’autostima, pericolo di depressione e maggiori rischi di andare incontro prematuramente alla non autosufficienza.

 Non si parla, ovviamente, di patenti ritirate quando i soggetti non sono più effettivamente in grado di guidare, anche perché generalmente l’anziano si rende conto dei suoi deficit ed evita di guidare in condizioni di rischio, fino a cessare del tutto autonomamente.  Piuttosto di quelle patenti ritirate a causa di qualche standard sballato, perché previsto per guidare “tutto” e “in ogni condizione”, cosa che gli anziani quasi mai  fanno.

 Il problema  sta diventando drammatico  anche in Italia, dove le recenti disposizioni di legge  impongono controlli sempre più accurati e vicini nel tempo per ottenere il rinnovo nei soggetti anziani. Dimenticando che esistono sistemi, come ad esempio la limitazione di velocità forzata del veicolo, che consentono tempi di reazione più che adeguati.  Un SUV con limitatore di velocità a 40 km/h è molto più sicuro di una miniutilitaria che oggi può raggiungere i 150 km/h.

 Dati che fanno riflettere, visti i pericoli dimostrati dalle statistiche, e che dovrebbero convincere i legislatori a gestire con più intelligenza  la “condanna” del ritiro della patente. Adulti che hanno stili di guida pericolosi continuano a guidare, anziani pacatissimi che usano la vettura solo per spostamenti personali anche limitati se la vedono revocare.

 Le soluzioni potrebbero essere molteplici. Da segnali visivi da apporre sull’autovettura (tipo quelli che identificano il neopatentato), all’introduzione di limiti di velocità e cilindrata delle autovetture, sino a quelli di permessi di circolazione che non consentono la guida in aree e viabilità dove è richiesta da parte del guidatore maggiore concentrazione e capacità di guida come autostrade e grandi arterie urbane. Regole alle quali potrebbero essere aggiunti anche divieti di guidare nelle ore di buio o quando le condizioni meteo rendono più complicato il pieno controllo dell’automezzo (moltissimi anziani lo fanno già da soli). E’ necessario adattare le regole alle necessità umane; per un anziano poter andare in auto, anche a 40 km/h, a fare la spesa può fare e fa spesso  la differenza tra l’autonomia e il ricovero. Per una persona con disabilità lieve poter guidare un veicolo, anche a bassa velocità, nel mondo di oggi gli consentirebbe l’autonomia.

Tutte soluzioni, in poche parole, che allungherebbero la vita della patente e anche di chi la possiede,  migliorando la qualità della vita di tutti, senza rischiare di accorciare quella degli altri, pedoni o automobilisti che siano.

All'obiezione :” Gli anziani vanno troppo piano!” si risponde facilmente con un malinconico richiamo alla  realtà. Se il rischio cresce, come cresce, con la quarta potenza della velocità, la prima norma per una guida più sicura è andare più piano possibile.

Tutti i provvedimenti di fluidificazione della circolazione si  basano, in primo luogo, sul rallentamento della velocità. Se le auto a guida automatizzata dovranno, come dovranno, essere assolutamente sicure, il primo comportamento evidente sarà che andranno sempre più lentamente delle auto guidate dai conducenti umani.  I guidatori che vanno piano (salvo in caso di intralcio alla circolazione) creano sicurezza, perché costringono anche i frettolosi e gli incauti a rallentare a velocità adeguate.

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