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Guida a 139 km/h, multa annullata

Il giudice di pace gli dà ragione per le errate modalità di rilevazione dell’infrazione

06-12-2017 06:00

Guida a 139 km/h, multa annullata

 

Un’auto corre sulla Cremonese (provincia di Mantova, a Marcaria)  alle 8 di mattina,  a 139 km/h. Il telelaser della polizia stradale lo fotografa e parte la sanzione. ato. L’automobilista fa ricorso, e vince

A portare sul tavolo del giudice di pace di Mantova le opposizioni alla multa e, soprattutto, alla sospensione della patente, sono stati i legali della Globoconsumatori onlus,  che nelle ultime settimane hanno vinto altri due ricorsi analoghi a Piacenza e a Alessandria.

 L’automobilista, un 53enne di Enna, è stato “fotografato” la mattina del 25 agosto, alle 8. Non andava piano: 139 km/h, decurtati, come prevede la legge, a 134. Sospensione della patente immediata: anche questo secondo la legge. . Senza patente non può lavorare e tenta l’impossibile: si rivolge alla Globoconsumatori per presentare ricorso.

 I legali dell’associazione puntano il dito su una serie di errori presenti sia sul verbale, sia sulle modalità di rilevamento dell’eccesso di velocità. Il verbale, innanzitutto: sul documento redatto dalla polizia stradale non viene precisata la distanza tra la segnaletica verticale posta sulla strada e la postazione di controllo della velocità delle auto. Un dato che la direttiva Minniti del luglio 2017 ha reso obbligatorio.

  Secondo punto: Per i controlli programmati da parte degli agenti ci deve essere la segnaletica a terra, un cartello ben visibile, anche se c’è la segnaletica fissa. In pratica è obbligatoria la doppia segnalazione. «Il cartello mobile che avvisa di un controllo di velocità deve essere chiaro ed identificare l’azione che ne consegue» si legge nel ricorso, che precisa che dovrebbe riportare anche le immagini delle forze dell’ordine. «Anche il veicolo che effettua la rilevazione deve essere distinguibile dalle altre auto, anche con i lampeggianti». I vecchi cartelli, secondo una circolare di Del Rio vanno smantellati. Sul verbale va indicata la data della revisione dell’apparecchio. I legali hanno presentato anche una serie di dubbi sulle modalità di rilevazione della velocità e contestato perfino la dimensione delle lettere della segnaletica.

Qualcuno potrebbe ritenerli cavilli, ma il giudice di pace ha accolto il ricorso, con grande soddisfazione di Globoconsumatori che commenta: “Le norme del codice della strada vanno rispettate, ma questo non solo dagli utenti della strada, anche dalle pubbliche amministrazioni che. che in molti casi, mascherandosi dietro la sicurezza stradale, utilizzano gli strumenti di rilevazione unicamente per “far cassa”, alle spalle proprio degli utenti.

Da questo fatterello, tre lezioni. Una per le Forze dell’Ordine: attenti ai cavilli. Una per chi corre troppo: c’è sempre speranza in qualche cavillo. Una per tutti: questi cavilli non sono utili in caso di incidente causato dal superamento del limite di velocità, che non viene imposto per “fare cassa” ma per diminuire il numero degli incidenti, dei morti e degli invalidi a vita.

Notare che il limite di velocità dei 130 km/h è vecchio di qualche decennio, e fu concepito per un mondo dove le vetture “normali” arrivavano a 80-110, e le strade erano concepite per velocità non elevate. Dato che oggi esistono vetture di serie che arrivano a 250 km/h (es: la “Mini”), se si vuole raggiungere anche in Italia la “vision zero” probabilmente occorrerà modificare il limite verso il basso, salvo su strade e in condizioni di traffico determinate.

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