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Plastica, un vademecum per il corretto utilizzo del monouso

Quando possibile usare oggetti duraturi

06-06-2018 10:00

Plastica, un vademecum per il corretto utilizzo del monouso

 

Prima dell’avvento die polimeri, gli oggetti “usa-e-getta” o monouso erano rarissimi: le cose venivano usate fino a che non si consumavano per l’uso. Con l’avvento degli oggetti di plastica a basso costo è divenuto uso comune abbandonarli nell’ambiente, tanto costano pochissimo. Anche le aziende preferiscono usare materiali usa-e-getta piuttosto  che sostenere il costo del lavaggio. Se dispersi nell’ambiente, gli oggetti di plastica finiscono al suolo o in acqua, e se finiscono in acqua quasi certamente finiscono nei mari. Non essendo biodegradabili, dopo decenni di “discarica in mare”, le milioni di tonnellate di polimeri sono orami onnipresenti. Inoltre, frammentandosi con il tempo, si trasformano in microparticelle che permeano anche le carni degli animali marini, di cui l’uomo si nutre. La plastica gettata in mare ce la ritroviamo a tavola, dove la ingurgitiamo, con effetti ignoti ma certamente non benefici.

Utilizzare i monouso solo se è necessario, riutilizzare il più possibile e differenziare e riciclare sempre. Sono questi alcuni dei consigli contenuti nel decalogo di ecologia quotidiana #Allunga la vita stilato dal Tavolo per il Riciclo di Qualità (un organismo formato da Federazione Gomma Plastica, IPPR-Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, Corepla, Enea, ISPRA e Legambiente) nell’ambito del percorso di sensibilizzazione dei cittadini al corretto uso della plastica usa e getta.

IL DECALOGO

1) Usa la plastica monouso solo quando è necessario

 2) Quando puoi, riutilizza piatti, bicchieri e bottiglie prima di riciclarli

 3) Riusa le vaschette per conservare alimenti e piccoli oggetti

 4) Conserva i vassoi e riutilizzali per servire altre vivande

 5) Utilizza i sacchetti biodegradabili e compostabili per la raccolta dell’umido

 6) Nella differenziata, la plastica va con la plastica, i sacchetti compostabili con l’umido

 7) Svuota, risciacqua e riduci il volume degli imballaggi; schiaccia se possibile le bottiglie per il lungo

 8) Tieni un contenitore in cucina dedicato agli imballaggi in plastica da riciclare

 9) Segui le istruzioni del tuo Comune per la differenziata; se hai dubbi sul materiale leggi l’etichetta

 10) Non abbandonare la plastica, contribuirai a ridurre le “isole di plastica” in mare

 

Il decalogo rientra nel lavoro che il settore italiano della trasformazione delle materie plastiche, insieme agli enti che compongono il Tavolo per il Riciclo di Qualità sta portando avanti in una logica che bilanci un maggiore rigore scientifico alla base delle scelte, con una maggiore sensibilità e responsabilità ambientale dell’industria. Il progetto su larga scala mira a combattere la dispersione della plastica nell’ambiente, aumentare qualità e quantità del riciclo con progetti mirati e agevolare l’impiego della plastica riciclata in un’ottica di economia del riciclaggio.

 Il Tavolo per il Riciclo di Qualità, oltre ad aver avviato una collaborazione con l’Associazione Mediterranea Acquacoltori, per la riduzione della dispersione in mare delle reti da mitilicoltura in polipropilene e quindi dei rifiuti marini (marine littering), è impegnato nel sostenere il mercato del riciclato a crescere, per rispondere agli obiettivi della Strategia per le Plastiche (Plastics Strategy) Europea.

L’indirizzo è verso azioni di sostegno di varia natura: azioni di comunicazione, di coinvolgimento della filiera, ma anche di agevolazione fiscale per le aziende che decidono di utilizzare il riciclato nei propri prodotti. Allo studio una proposta per l’applicazione, in via transitoria (probabilmente solo fino alla scomparsa della plastica nei mari?), di una aliquota IVA agevolata per i prodotti che contengono una quota minima di plastica riciclata (si immagina il 30%, pur con alcune criticità dovute ad aspetti tecnologici). Un’iniziativa che darebbe grande impulso alla riduzione dell’inquinamento, creando un vantaggio concreto per il consumatore eco-consapevole  ma anche per la Pubblica Amministrazione (che già dovrebbe contemplare per Legge nei propri bandi di gara l’utilizzo di una percentuale di materiali riciclati e fare riferimento, nei propri appalti, ai Criteri Minimi Ambientali degli Acquisti Meno Inquinanti (Green Public Procurement).

Questo si applica anche agli automobilisti, che fanno largo uso di materie plastiche anche per la manutenzione della vettura: bottiglie, spugne, straccetti, vanno rigorosamente consegnati alla raccolta e al riciclaggio, MAI abbandonati dove capita. Bicchieri, piatti, posate, contenitori  da viaggio non dovrebbero MAI essere del tipo usa-e-getta, dovrebbero essere scelti più durevoli possibile, e quando rotti essere conferiti al riciclaggio e mai abbandonati nell’ambiente.

E’ un ritorno alle usanze del passato? Con i dovuti aggiornamenti, lo è.

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