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Tesla accusa il guidatore per l’incidente mortale sulla Model X

Sembra avesse lamentato più volte malfunzionamenti dell’autopilota

13-04-2018 13:05

Tesla accusa il guidatore per l’incidente mortale sulla Model X

 

 Il 38enne Walter Huang è morto  lo scorso 23 marzo nella  sua Tesla Model X a Mountain View in California (USA). Nelle scorse ore, Tesla ha emesso una comunicato ufficiale in cui accusa lo stesso guidatore di una condotta non consona e, dunque, della responsabilità della sua stessa morte.

L’incidente in questione era avvenuto alle 9,30 di mattina sulla U.S. Highway 101 lo scorso 23 marzo a Mountain View, a poca distanza da Cupertino sede di Apple e nella località dove si trovano i quartieri generali di Google. Insomma, in piena Silicon Valley. L’incidente  sta prendendo sempre più sostanza e dettagli.

Huang stava sfruttando il pilota automatico quando l’auto si è schiantata contro un muretto dell’autostrada. Sarebbe poi morto dopo il disperato ricovero, alle tre e quarantadue del pomeriggio. Era stato estratto dal veicolo ben prima che questo prendesse fuoco.

Dalle foto diffuse si può notare come la Tesla X abbia la parte frontale completamente distrutta: gli pneumatici anteriori si sono staccati così come il tetto a testimonianza della violenza dell’urto.  Quindi sarebbe  stato il “pilota automatico” a guidare quando è avvenuto  l’incidente, dove  erano state coinvolte anche una Madza e una Audi, ma nessuno dei passeggeri aveva subito conseguenze fisiche gravi.

L’accusa di Tesla

La risposta ufficiale di Tesla è perentoria. La sua accusa è quella di una condotta di guida non consona dato che le tecnologie dell’autopilot devono sempre contare su una supervisione da parte dell’essere umano. Nulla da eccepire, ma allora il concetto di “guida autonoma” diffuso dai media va chiarito oltre ogni  dubbio, perché se un conducente si affida a un pilota automatico certamente non interverrà entro pochi secondi, non essendo un pilota di linea che sta guidando un aereo con 300 passeggeri bensì un normale conducente che vuole evitarsi la fatica della guida per fare altro. Dove è allora  il vantaggio della guida senza conducente se il conducente deve stare attento e concentrato come se  guidasse effettivamente? E per di più senza toccare nulla, in assenza di stimoli fisici?

Secondo i dati scaricati, Huang non avrebbe avuto le mani sul volante da almeno sei secondi prima dell’impatto fatale; agendo  contro ciò che viene richiesto da Tesla, ossia che ci sia sempre la possibilità di agire sul volante e che lo sguardo sia sempre sulla strada. Qui si è in presenza di una situazione ingannevole che, ai fini della sicurezza, avrebbe dovuto  essere evitata: ad esempio tramite il fermo automatico del veicolo quando il conducente non è nelle condizioni previste.  Esiste il sensore per mancato allaccio cintura di sicurezza,  ma non era  previsto il fermo automatico della vettura quando le mani del conducente non fossero sul volante  e con una stretta adeguata?  Il problema è che , non esistendo normative, questo non è stato reso ancora obbligatorio negli USA.

La macchina avrebbe lanciato degli allarmi al guidatore che li avrebbe ignorati.  Quindi la società di Elon Musk afferma che le responsabilità sono soprattutto del 38enne deceduto nel tremendo impatto a Mountain View, che avrebbe dovuto “guidare” il veicolo (dichiarato a guida autonoma! Anche se di livello 3).  Ora, se già un conducente umano si distrae fino ad addormentarsi nei lunghi percorsi in cui deve solo tenere la vettura su un rettilineo ed eventualmente frenare,  quando l’uso degli smartphone alla guida si sta trasformando in una strage, ipotizzare che un conducente non sia distratto e occupato in altro quando “dovrebbe” pensare a tutto la vettura, soprattutto quando tutta la comunicazione moderna su giornali e web parla di “guida senza conducente”  inducendo nell’acquirente la fiducia che la vettura possa procedere da sola, sembra una ipotesi  da analizzare.

Questo è il terzo morto causato da una automobile dichiarata “a guida autonoma”. Evidentemente i livelli SAE e la realtà hanno qualche problema a incontrarsi, forse perché nell’entusiasmo per le mirabolanti promesse della tecnologia della guida senza conducente  si è dimenticato  che le norme di sicurezza debbono tener conto del comportamento umano effettivo e della complessità del mondo reale.

Walter Huang era un ingegnere 38enne residente a San Mateo e lavorava alla Apple, quindi era anche un iper-esperto di tecnologia, che si è fidato dell’autopilot Tesla. Come riportato da ABC7 News, sembra addirittura che Huang avesse lamentato più volte malfunzionamenti dell’autopilota. E in diversi casi soprattutto in prossimità della barriera autostradale che gli è poi stata fatale, affermando che il sistema di guida automatica si avvicinava troppo.


Naturalmente, la famiglia vuole più chiarezza e ha già richiesto l’assistenza di uno studio legale per una battaglia che ora si sposterà in tribunale. Data la novità dell'argomento, la vertenza sarà lunga e complessa.

Secondo alcuni esperti, considerando l'evoluzione dell'informatica e se la riduzione dei costi dell'hardware continuerà con il tren degli ultimi decenni, la guida senza conducente (SAE 5) sicura sarà fattibile intorno al 2050-2060.

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