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A Torino via libera per i veicoli a guida senza conducente

Sarà possibile sperimentare la comunicazione veicolo-infrastruttura e i sistemi evoluti di monitoraggio del traffico

28-06-2018 14:27

A Torino via libera per i veicoli a guida senza conducente

 

 

Da oltre un secolo capitale dell’industria automobilistica italiana,  Torino  si conferma ancora oggi Capitale dell’Auto;  sarà infatti la prima città in Italia dove sarà avviato  un programma per la sperimentazione su strada delle auto a guida senza conducente. Sperando che non si ripeta quanto accaduto in altre parti del mondo, con alcune morti tutte evitabili con una gestione meno improvvisata  delle sperimentazioni.

Il l Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, durante l’incontro avvenuto il 13 Giugno 2018 all’ombra della Mole Antonelliana, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 70/2018, ha definito  il capoluogo del Piemonte “una città laboratorio all’avanguardia in un settore che creerà tanta ricchezza e posti di lavoro su un piano di sostenibilità, di migliore gestione del traffico e di maggiore sicurezza della mobilità”.

A seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 70/2018, che stabilisce i requisiti funzionali per le strade candidate a trasformarsi in  “Strade Intelligenti” (“Smart Road”)  e le condizioni per la sperimentazione dei veicoli a guida autonoma  (che va intesa senza conducente, altrimenti si parla di “guida assistitia”), il Comune di Torino, stipulando una partnership col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed un gruppo di partner industriali e tecnologici, ha progettato l’avvio di un percorso di sperimentazione in alcune aree della città, prevedendo un approccio progressivo che partirà da un’area chiusa al traffico per arrivare, dopo una prima positiva fase di sperimentazione, ai test su strade aperte, con gli opportuni accorgimenti per assicurare la necessaria sicurezza.

Col fine infatti, di effettuare  prima della diffusione su scala nazionale, delle sperimentazioni sulla comunicazione veicolo-infrastruttura, sviluppando concretamente tecnologie per la notifica di eventi pericolosi (come un allagamento improvviso di un tratto di strada), l’avvertimento del passaggio di un utente vulnerabile sulle strisce pedonali, suggerire ai veicoli la velocità consigliata in modo da ottenere il verde semaforico, dei servizi di parcheggio autonomo ed applicazioni per la logistica urbana e per il carico/scarico merci, la città di Torino, tramite la sua portavoce e Sindaca Chiara Appendino, ribadisce l’interesse nello sviluppare in prima linea le tecnologie che nel prossimo futuro aiuteranno la guida cittadina promuovendo tali sperimentazioni “in modo tale che diventino una leva importante di sviluppo per un territorio che può vantare un know how (= competenza) unico, un’industria automobilistica leader a livello mondiale e un contesto di ricerca di assoluta eccellenza.”

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso l’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida autonoma, supporterà passo per passo le amministrazioni locali, garantendo il dialogo tra le diverse divisioni ed il coordinamento nazionale tra le varie iniziative locali e dando, in caso di necessità, il dovuto supporto alle stesse iniziative per risolvere eventuali criticità che potrebbero sorgere.

Si definiscono Strade Intelligenti, o Informatizzate (Smart Road) le infrastrutture stradali per le quali è compiuto un processo di trasformazione impiantistica (che usa anche la tecnologia digitale) orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai gestori delle infrastrutture, alla pubblica amministrazione e agli utenti della strada.

 

Si vuole creare un ecosistema impiantistico per  tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione per  facilitare i trasporti  offrendo  strumenti capaci di generare dati e servizi che agevolino la mobilità di persone e merci. Con il decreto  “Smart Road” (strade intelligenti) , il MIT  si è impegnato a realizzare le infrastrutture e l’adeguamento tecnologico della rete viaria nazionale attraverso una sua graduale trasformazione digitale coerentemente con il quadro comunitario e internazionale di potenziamento tramite sistemi digitali  delle infrastrutture stradali.

Sembra infatti ormai appurato che l’unica guida senza conducente realisticamente realizzabile (salvo incidenti dovuti a fenomeni non previsti) si potrà avere solo su strade adeguatamente attrezzate di impianti e ausilii alle vetture. Sostanzialmente le strade per veicoli su gomma cercano di emulare le prestazioni delle strade ferrate, al fine di ridurre i costi di personale come già avviene per i convogli ferroviarii, dove due conducenti possono guidare decine e decine di vagoni. La stessa tecnica del plotonaggio (platooning) imita pedissequamente (ma con molta maggior complessità tecnologica) le prestazioni dei convogli ferroviari composti da più vagoni.

Quali sono i vantaggi della guida senza conducente?

L’obiettivo incidenti zero, come i primi morti su veicoli a guida autonoma – assistita – automatizzata (la confusione terminologica in questo caso è omicida) è raggiungibile solo a condizione di pesanti vincoli al comportamento dei veicoli,  ma questo vale anche per i veicoli a guida con conducente;  così come i conducenti umani non vogliono accettare che il primo modo per ridurre gli incidenti sia ridurre la velocità aumentando le distanza da altri veicoli, idem i programmatori dei veicoli senza conducente. Con una fondamentale differenza: per far moderare la velocità ai veicoli con conducente occorre sanzionare il conducente, per far moderare la velocità ai veicoli senza conducente occorrerà sanzionare chi trae profitto dalle alte velocità.

La guida senza conducente (NON la guida assistita, ma quella dove il conducente è proprio assente) consentirà ai trasportati di non occuparsi affatto della guida, esattamente come oggi quando c’è un conducente umano, o un taxista, ma a un costo minore.

Infine la guida senza conducente consentirà giganteschi tagli di personale. Quando le strade saranno intelligenti tutti i veicoli industriali potranno muoversi senza un conducente alla guida. Una riforma epocale, paragonabile solo alla meccanizzazione agraria di meno di un secolo fa.

Gli effetti sulla società? La meccanizzazione del lavoro nei campi ha svuotato le campagne, creando disoccupati a milioni. L’informatizzazione della guida avrà certamente effetti, ma al momento non si è neanche al livello di ipotesi sulle conseguenze per la società.

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