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Ricerca afferma che metano inquina come gasolio

Occorre discriminare l’inquinamento da CO2 da quello dovuto a scarsa manutenzione e ad altri fenomeni

29-10-2018 09:24

Ricerca afferma che metano inquina come gasolio

 

La Ong Transport & Environment ha diffuso il 24 ottobre 2018 una ricerca secondo cui gli autoveicoli e le navi alimentati con gpl oppure gas naturale compresso o liquefatto producono gli stessi danni al clima di quelli a gasolio dell'ultima generazione.

"L'uso del gas naturale per il trasporto è dannoso per il clima come quello della benzina, del gasolio o dei combustibili marini convenzionali": questa è la conclusione di una ricerca svolta dall'organizzazione non governativa Transport & Environment sull'inquinamento dei combustibili usati nel trasporto. È una conclusione realistica, perché è invalsa la convinzione  si ritiene che metano e Gpl abbiano un impatto minore sui cambiamenti climatici, tanto che in Europa godono di una fiscalità agevolata; mentre invece il minor impatto agisce su altre conseguenze, come le polveri sottili, ed è dovuto ad altre cause, come la minor necessità di una ottima manutenzione. In pratica, Transport & Environment mette sullo stesso piano tutti i combustibili di origine fossile, affermando che andrebbero tassati allo stesso modo, limitandosi all’effetto serra. Per arrivare a tale conclusione, la ricerca non considera solo gli effetti della combustione, ma anche le dispersioni nell'ambiente del gas: tenendo conto anche della fuoriuscita dai serbatoi, "il gas fossile potrebbe aumentare le emissioni di gas serra fino al 9% o ridurle al massimo del 12% in tutti i modi di trasporto". In particolare, nei veicoli industriali l'impatto di del gas naturale compresso "rispecchia fedelmente quello dei migliori motori diesel", mentre nelle navi, il gas naturale liquefatto "è vicino a quello del gasolio marino". Ovviamente la ricerca ipotizza come “migliori motori diesel” quelli che rispettano tutte le normative odierne e mantenuti con una perfetta manutenzione; l’esperienza storica insegna che la manutenzione “reale” dei veicoli è ben lontana da questo ideale. Ancora oggi vediamo in giro veicoli a motore diesel che scaricano nell’aria veri e propri “getti” di fumo fulliginoso, e i controlli su strada dell’inquinamento sono assenti.

Il rapporto ricorda che nell'Unione Europea il gas naturale è mediamente tassato il 60% meno del gasolio e che l'Italia è uno dei Paesi dove è più diffuso e dove ha le migliori condizioni: il nostro Paese consuma il 60% del metano usato nel trasporto e ha un prezzo alla pompa di circa la metà rispetto al gasolio, grazie a un'accisa inferiore. La fiscalità è un fattore importante nella vendita di autoveicoli a gas naturale, che se non fossero sostenuti da contributi per l'acquisto o di accise ridotte non sarebbero convenienti rispetto al diesel. "Le auto, i camion e le navi a gas naturale non portano benefici per il clima e sono una distrazione dal nostro obiettivo reale, il trasporto a emissioni zero", afferma Jori Sihvonen, che segue i carburanti in Transport & Environment. "I Governi dovrebbero resistere all'offensiva della lobby del gas e smettere di sprecare preziosi fondi pubblici per infrastrutture del gas e agevolazioni fiscali per i gas fossili".

Tuttavia i veicoli a emissioni zero al momento non esistono, sia perché l’energia elettrica non è ancora ricavata al  100% da fonte rinnovabile, sia perché non sono compensate al 100% le emissioni dovute alla fabbricazione dei veicoli e degli accumulatori elettrici.

Restando sui veicoli industriali, la ricerca precisa che il gas naturale liquefatto "può aumentare le emissioni di Nox, in funzione del tipo di motore, e può mostrare emissioni di particolato significativamente più elevate rispetto al gasolio", mentre nelle navi "il gas naturale liquefatto ha un chiaro vantaggio rispetto all'olio combustibile pesante, ma i sistemi di post-trattamento di NOx e l'ulteriore de-solforazione dei combustibili marittimi esistenti possano ottenere risultati simili". Anche qui il confronto viene fatto con manutenzione ottimale.  La ricerca salva il biometano, che viene estratto da fonti rinnovabili, ma aggiunge che è una risorsa limitata: "I governi che pongono le loro speranze per la de-carbonizzazione nel biometano estratto dai rifiuti devono riconoscere che potrebbe fornire, al massimo, il 9,5% delle esigenze del trasporto. Ma ciò comporta che non sarebbe lasciato biometano per de-carbonizzare gli altri settori che già utilizzano il gas, dove l'infrastruttura per la distribuzione esiste già ora". Qui cade il il punto dolente dei bio-combustibili, sono troppo scarsi; anche perché se fossero stati sufficienti già tre secoli fa non sarebbe esplosa l’economia del carbone e poi del petrolio.

Quindi, conclude Sihvonen, "L'idea di poter de-carbonizzare il trasporto con il gas rinnovabile è una condanna. Sarà necessario quel poco di biometano ed elettro-metano per de-carbonizzare i settori del riscaldamento e dell'energia elettrica, che attualmente si basano su gas fossili. Spingere il biometano nei trasporti rende effettivamente più difficile combattere il clima, privando l'industria e il riscaldamento domestico di questa risorsa rinnovabile limitata".    

 

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