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Bici a pedalata assistita: gli svizzeri sono favorevoli al casco obbligatorio

E anche a corsi di guida aggiuntivi obbligatorii per chi commette infrazioni

29-10-2018 13:53

Bici a pedalata assistita: gli svizzeri sono  favorevoli al casco obbligatorio

 

 

Gran parte della popolazione svizzera sarebbe favorevole all’obbligo del casco sulle biciclette elettriche lente. Attualmente, quasi l’80 percento appoggia un tale obbligo come emerge dal sondaggio 2018 dell’upi – Ufficio prevenzione infortuni. Due terzi degli intervistati sono anche per l’ obbligo delle luci accese di giorno per le biciclette elettriche. Obbligo che sarebbe ragionevole anche per quelle non elettriche, per aumentarne la visibilità.

 Il 78 percento della popolazione svizzera sarebbe favorevole all’obbligo del casco sulle biciclette elettriche lente (che non superano i 25 km/h). Questa è una delle sei misure di sicurezza stradale possibili tematizzata dall’upi nel suo sondaggio 2018. Un tale obbligo del casco – oggi in vigore solo per le bici elettriche veloci (che in Italia sono considerate come motorini) – verrebbe approvato più dalle donne (87 percento) che dagli uomini (70 percento). Questa differenza tra i sessi in favore di più sicurezza  tende a emergere per tutte le misure presentate agli intervistati.

 Più di due terzi degli intervistati vorrebbero attualmente anche che tutte le biciclette elettriche debbano accendere le luci di giorno. Il Consiglio federale ha proposto questa misura nel 2017 nella valutazione del programma Via sicura.

Gli intervistati si sono espressi anche in merito ai corsi di educazione stradale obbligatori per i conducenti che hanno commesso un’infrazione grave ovvero che hanno guidato con un tasso alcolemico di almeno 0,8 per mille o una concentrazione di alcol nell’alito pari allo 0,4 mg/l. In Svizzera il 74 percento della popolazione è a favore di tali corsi. Nella fascia d’età degli over 65enni che ovviamente hanno più esperienza di guida lo è  l’84 percento, nella Romandia solo il 69 percento. Un ulteriore risultato del sondaggio: quasi due terzi approvano che i pirati della strada possono riprendere il volante solo se il veicolo dispone di registratore di guida («blackbox»).

Il sondaggio era dedicato anche al comportamento degli automobilisti, per esempio all’uso dei cellulari o dei tablet durante il viaggio. Un quarto degli intervistati ha indicato di leggere o scrivere almeno a volte qualcosa sul cellulare o sul tablet. Nelle persone sotto i 25 anni questo tasso raggiunge il 40 percento. Ne consegue che la rilevazione di infrazioni al Codice della Strada in questo campo è inesistente e vanno adeguati e moltiplicati i controlli su strada.

Emerge che la fascia d’età più giovane dei conducenti è più spesso distratta al volante, e  queste persone sembrano poco consapevoli dei pericoli legati all’alcol al volante. Il 13 percento degli under 25enni afferma di guidare almeno a volte dopo aver bevuto due o più bicchieri di un alcolico.

 Il sondaggio dell’upi viene effettuato ogni anno telefonicamente dal 1995  su un campione di persone tra 15 e 74 anni in due moduli tematici distinti, dal 2016 parzialmente online. Il campione proviene dall’SRPH (quadro di campionamento per le rilevazioni presso le persone e le economie domestiche) dell’Ufficio federale di statistica. Il campione del modulo 1 comprende quest’anno circa 1100 persone e quello del modulo 2 circa 1500 persone.

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